SHARE

Il Tribunale di Bergamo dà ragione alla FP-CGIL. Il Giudice del lavoro condanna l’Agenzia per le mancate misure anti-Covid a tutela dei suoi stessi dipendenti.

Bergamo, 9 aprile 2023 – L’ATS Bergamo, nonostante avesse avuto il compito di tutelare i dipendenti, mettendo in atto misure anticovid-19 nei luoghi di lavoro, soprattutto nella fase iniziale della pandemia, non è riuscita a proteggere neanche i suoi stessi dipendenti, dimostrandosi inadempiente di fronte all’obbligo di tutelarne la salute e la sicurezza nelle proprie sedi: con questa accusa rivolta ad ATS Bergamo la FP-CGIL provinciale, il 30 luglio 2020, aveva depositato un ricorso in Tribunale (tecnicamente per comportamento anti-sindacale).

La sentenza del tribunale

La sentenza, pronunciata lunedì 3 aprile dal Giudice del lavoro del Tribunale di Bergamo, Elena Greco, ha dato ragione al sindacato dei lavoratori.

La dichiarazione di Rossi

Lo sancisce anche il Giudice, ATS non ha fatto quello che doveva per tutelare i propri dipendenti – ha dichiarato Roberto Rossi (in foto), che nel 2020 era segretario generale della FP-CGIL provinciale (e oggi è segretario organizzativo della CGIL di Bergamo). Ripetutamente nei primi giorni della crisi sanitaria abbiamo denunciato la mancata adozione di misure adeguate e tempestive di protezione mediante la pubblicazione di numerosi comunicati e notiziari. Nel ricorso abbiamo denunciato, in particolare, le scelte operative effettuate da ATS Bergamo in tema di riunioni, spostamenti, assembramenti e distanziamento del personale dipendente – ha proseguito il giudice – poiché l’agenzia fino alla metà del mese di marzo 2020 ha convocato in presenza numerose riunioni del personale senza adottare alcuna misura di prevenzione del rischio di contagio. Ha istituito poi presso la sede di via Galliccioli due call center con postazioni di lavoro ravvicinate senza prescrivere l’uso di DPI e senza provvedere a un’adeguata sanificazione di locali e strumenti. E ha inoltre gravemente ritardato fino al maggio 2020 il monitoraggio della temperatura del personale in entrata nei luoghi di lavoro. Non possiamo che essere molto soddisfatti di quanto deciso dal Giudice: è stata riconosciuta l’inadempienza dell’agenzia, ed è stato stigmatizzato il fatto che mentre in quelle settimane il personale di ATS, con professionalità, dava indicazioni alle aziende del territorio sulle corrette procedure da applicare per evitare i contagi, la loro stessa azienda non ne prevedeva l’adozione” aggiunge Rossi. Oltre a riconoscere il comportamento anti-sindacale tenuto da ATS nei confronti della FP-CGIL – ha aggiunto –  la sentenza sancisce anche la titolarità che il sindacato ha nel presentare ricorsi e nell’esigere il rispetto delle norme e delle disposizioni per la salute e la sicurezza all’interno delle aziende, ” ha concluso Roberto Rossi.

Il risarcimento di ATS Bergamo

ATS è stata anche condannata a corrispondere alla Funzione Pubblica CGIL di Bergamo, a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale all’immagine, la somma di 5.000 euro, oltre al pagamento delle spese legali.

LASCIA UN COMMENTO