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La mostra, che comprenderà alcune opere artistiche in ceramica e fotografie di Beppe Raso, ha lo scopo di far conoscere ai cittadini bergamaschi l’attività che si svolge all’interno del carcere, che permette alle donne detenute di scoprire ed esprimere capacità artistiche singolari.

 

Bergamo, 22 giugno 2018 – Il Consiglio delle Donne del Comune, organismo istituzionale fondato nel 1996, per dare voce alla presenza, alla soggettività, alla competenza, all’autorevolezza delle donne, ha offerto con piacere la propria collaborazione all’artista Maria Elena Gotti, dal 2011 direttrice del laboratorio di ceramica rivolto alle ospiti della Casa Circondariale di Bergamo, per l’allestimento della mostra che verrà inaugurata sabato 23 giugno 2018 – alle ore16,30 – presso l’ex chiesa della Maddalena in via s. Alessandro 39.
Lavorare l’argilla non richiede una particolare cultura e neppure speciali competenze linguistiche, ma il contatto con una materia plasmabile aiuta a rilassarsi, a dimenticare dolori e incomprensioni, a impiegare il tempo in maniera utile a se stesse e a stabilire un buon rapporto con le persone.
Lavorando l’argilla dunque, dando vita alle loro opere, le detenute riscoprono capacità personali spesso dimenticate o nascoste; “Crisalide d’argilla” è proprio il nome che le medesime hanno scelto per il laboratorio perché plasmando l’argilla riescono ad esprimere la loro creatività uscendo dalla crisalide e diventando farfalle.
Produrre la ceramica, riuscire a realizzare l’oggetto immaginato, assumendosi la responsabilità della sua forma, esporlo al pubblico e vedere apprezzato il lavoro, sono gratificazioni molto importanti per donne che ogni giorno provano la sensazione di essere “sbagliate” e di non aver saputo mettere a frutto le proprie capacità.
Dal 2011 la gestione del laboratorio è passata alla scuola del carcere (CPIA).
Il laboratorio è importante strumento per il recupero culturale e sociale di chi vive la difficile realtà della detenzione – commenta l’insegnante Elena Maria Gotti – l’allontanamento dalle proprie famiglie, la sensazione di aver sbagliato tutto nella vita. Il laboratorio continua ad esistere grazie alle donazioni di coloro che desiderano far entrare nella propria abitazione un’opera delle donne detenute – prosegue – le quali sono felici che le loro creazioni siamo ammirate e scelte. Proprio grazie alle donazioni, nell’aprile 2016, abbiamo potuto dotare il laboratorio di un nuovo forno”.

Le opere (ciotole, vasi, piatti, lampade, orologi, sculture,…) sono create in unico esemplare e da alcuni anni “hanno messo le ali” andando a farsi conoscere in diversi luoghi della città e della Provincia. Il laboratorio ha anche partecipato a “Creattiva” alla Fiera di Bergamo.
La mostra in parola rimarrà aperta dal 23 al 30 giugno, tutti i giorni, dalle ore 16.30 alle ore 20.

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