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Sconfiggere l’indifferenza con il potere della memoria e della conoscenza.

Inizia con questo motto il nuovo anno accademico 2019/2020, dell’Ateneo bergamasco, con tante sfide all’orizzonte: internazionalizzazione, investimenti in ricerca e sviluppo, incremento degli iscritti, futuro accesso programmato per alcuni corsi di laurea e ampliamento degli spazi.

Morzenti Pellegrini: «Dobbiamo esortare i giovani a usare le loro conoscenze come atto politico e di civiltà nei confronti delle relazioni umane.» 

Bergamo, 29 novembre 2019 – È la Storia, nel senso più ampio e al tempo stesso inossidabile del termine, a essere stata protagonista dell’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Università degli studi di Bergamo. Questa mattina, alla presenza del rettore Remo Morzenti Pellegrini, delle massime autorità istituzionali, dei rettori delle università ospiti, del corpo docente e di centinaia di studenti e cittadini, con un lungo e scrosciante applauso da parte del pubblico alzatosi in piedi, nell’aula magna, per renderle omaggio a un ospite insolito, è stato conferito il Dottorato Honoris Causa in Studi Umanistici Transculturali a una persona che della Storia (in particolare dell’Olocausto) è testimone diretta: la senatrice a vita, Liliana Segre, che a margine della cerimonia ha incontrato personalmente gli studenti dell’Università e delle scuole presenti.

La deportazione

Sopravvissuta all’Olocausto, Liliana Segre, 89 anni, ha raccontato la drammatica esperienza vissuta: dall’applicazione delle prime leggi razziste che l’hanno vista esclusa dalla scuola a soli 8 anni, alle persecuzioni nazi-fasciste che l’hanno costretta a dividersi dalla sua famiglia, fino alle deportazioni e al più terribile dei capitoli: il campo di sterminio di Birkenau, i lavori forzati, l’indicibile “soluzione finale” e la marcia della morte. «Ho passato anni a chiedere il perché di tutto quell’orrore – ha dichiarato Liliana Segre ricevendo il dottorato Honoris Causa – ma non ho mai ricevuto una risposta. Ricordo, però, tanta indifferenza. Indifferenza e silenzio. L’Europa era indifferente. Le persone intorno a noi erano indifferenti. Solo pochi sceglievano di aiutarci – ha proseguito la senatrice – mettendo a rischio la propria vita. Così oggi, ringraziando l’Università di Bergamo per questo riconoscimento, mi chiedo: che futuro ci sarà per la memoria? Io non ho meriti, sono solo una testimone che vi parla da nonna. E da nonna vi dico: non dimenticate la Storia. È tutto ciò che può permetterci di essere consapevoli e dunque di scegliere da che parte stare. Io, nonostante tutto, ho scelto di essere una donna di pace. Una donna che non perdona e non dimentica, ma che ha scelto di non odiare.»

Al suo fianco, Remo Morzenti Pellegrini che le ha consegnato il simbolo dell’Ateneo: una medaglia che ritrae una veduta ideale della città tratta da una moneta coniata dalla zecca bergamasca nel XIII secolo. Nella sua prolusione, consegnandole il riconoscimento, il rettore ha ricordato: «L’indifferenza “mortale” – ha sottolineato il rettore – quella cioè che uccide la nostra capacità di indignazione e, in parallelo, provoca sfaldature irreparabili nei rapporti umani – è proprio ciò contro cui combatte la Senatrice Segre: non dobbiamo dimenticarlo mai. La Sua lotta all’indifferenza riguarda tutti noi: le Università sono luoghi in cui formare coscienze critiche – ha continuato – laboratori di nuove narrazioni e nuove resistenze. Qui si produce conoscenza umanistica e scientifica, favorendo lo scambio di opinioni, esperienze, gesti di condivisione. Per questo, sarebbe forse meglio definire Liliana Segre “senatrice della vita”, vista la sua infaticabile, direi quasi incredibile, volontà di promuovere pubblicamente l’amore per la vita – qualunque forma questa vita possa assumere – insieme al coraggio delle idee pacifiche e al biasimo dell’indifferenza.»

Occorrono altri edifici universitari

Il rettore ha quindi tracciato il quadro attuale dell’Ateneo, condividendo con la comunità i risultati raggiunti e i progetti in divenire: considerata la crescita esponenziale degli immatricolati (circa 9.000), sono state aumentate le aule in dotazione, arrivando a un totale di circa 9.250 posti a disposizione degli studenti. Sono in corso i lavori di ristrutturazione dell’ex centrale Enel a Dalmine, con in previsione la costruzione di un nuovo edificio che amplierà gli ambienti dedicati ai quasi 5.000 studenti di Ingegneria. Allo stesso modo, il polo economico-giuridico potrà giovarsi, in un prossimo futuro, degli spazi di un nuovo edificio di circa 1500 mq in via Fratelli Calvi. Per il polo umanistico, inizieranno a breve le operazioni di completamento del recupero del complesso di S. Agostino, con il restauro e la modifica funzionale del Chiostro minore, con più spazi alla Biblioteca umanistica e alle Scuole di dottorato; nel 2020, in collaborazione con il Comune, saranno conclusi i restauri delle cappelle nell’Aula magna e proseguiranno anche i lavori per mettere a disposizione più alloggi residenziali. 

Questi i numeri degli studenti iscritti

UniBG, che ha da poco compiuto 50 anni, conta infatti 24mila iscritti, con un forte incremento degli stranieri (in crescita del 74,5%). L’Università di Bergamo attira molti studenti fuori sede, sia italiani sia stranieri (il 45% circa di iscritti da fuori provincia e il 7% di cittadini stranieri) e ha in essere sempre più progetti di collaborazione internazionali: nell’ultimo anno accademico sono stati sottoscritti 28 nuovi accordi internazionali, di cui l’ultimo proprio questa mattina con la Kyungppook National University della Corea del Sud.  L’80% dei laureati trova lavoro entro l’anno dalla laurea e sono sempre più numerosi i progetti internazionali avviati. Nel campo della ricerca, l’Ateneo ha investito 5 milioni di euro, attivando, dal 2015 ad oggi, progetti a carattere nazionale (26), regionale (25) e internazionale (29) con l’obiettivo di incentivare il lavoro degli studiosi e dei ricercatori riconosciuti sia in Italia sia all’estero. L’Università ha, inoltre, depositato 36 brevetti, attivato 11 spin off e 31 start-up così da veicolare la creatività e le energie dei giovani talenti nella concretizzazione di progetti tanto innovativi quanto necessari.

A omaggiare la senatrice Segre è stato quindi il Coordinatore del Dottorato in Studi umanistici transculturali, prof. Franco Giudice, dichiarando: «Il conferimento del titolo di Dottore di ricerca in Studi umanistici transculturali vuole rappresentare un ulteriore e sentito riconoscimento non solo per le pubblicazioni in cui Liliana Segre ha fornito la sua preziosa testimonianza per la ricostruzione storica della Shoah, che è comunque un solido baluardo a ogni forma di revisionismo o di negazionismo, ma anche, anzi soprattutto, per l’attività svolta nella promozione della consapevolezza diffusa dei temi della tutela e del riconoscimento dei diritti fondamentali e inalienabili degli individui.»

Quello alla Senatrice Segre è il secondo dottorato honoris causa assegnato dall’Ateneo bergamasco: l’anno scorso, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico, è stato conferito all’economista francese vincitore del premio Nobel per l’economia nel 2014, prof. Jean Tirole. 

E a plaudere al riconoscimento sono stati anche gli studenti che si sono espressi attraverso la Presidente della Consulta, Claudia Mema, che ha dichiarato: «Come Consulta degli studenti, siamo onorati che l’Università degli studi di Bergamo conferisca alla Senatrice Liliana Segre il Dottorato di ricerca honoris causa in Studi Umanistici Transculturali, a nome di tutti gli studenti e corpo docenti. In questa occasione speciale – ha proseguito – vogliamo sottolineare come l’Ateneo abbia e debba avere sempre di più lo sguardo rivolto verso “l’apertura” e la “memoria”, elementi fondamentali in una società caratterizzata dalla complessità e dalla fragilità. L’Ateneo deve essere in grado di comunicare all’esterno il proprio lavoro, per permettere alla comunità una continua crescita, rendendo i cittadini protagonisti del processo di studio e ricerca che l’Università svolge. Auguriamo quindi un buon anno accademico a tutti.»

Altrettanto coinvolto il personale tecnico amministrativo dell’Ateneo che, con l’intervento di Maria Fernanda Croce,suo rappresentante, ha portato all’attenzione del rettore, l’esigenza di investire sempre di più «nella qualità e nella sostenibilità dei processi affinché lo sviluppo dell’offerta formativa e il conseguente incremento studentesco siano accompagnati da un adeguato sviluppo delle risorse umane e degli spazi a disposizione». È stato quindi sottolineato come sia stata potenziata la centralità degli studenti anche attraverso l’introduzione della loro rappresentanza nei consigli di corso di studio e nel Presidio della Qualità. La governance politica di ateneo ha inoltre indirizzato tutti gli sforzi per ottenere a livello normativo e di programmazione nazionale gli strumenti e gli spazi di manovra per poter attuare un Piano straordinario triennale di reclutamento del personale che va oltre gli stringenti limiti del turnover con l’inserimento di energie nuove e profili professionali non presenti nell’attuale organico. Il tutto, con l’auspicio di poter attivare un percorso formativo a medio-lungo termine tanto per le competenze tecniche che per quelle comportamentali. Infine, è stata ribadita l’esigenza dell’adeguamento degli spazi a servizio della didattica e per il comparto amministrativo. Negli ultimi 12 mesi sono state assunte, per il personale tecnico-amministrativo, 20 nuove figure di impiegati a tempo indeterminato e 4 a tempo determinato; dal punto di vista della docenza, sono stati reclutati 49 studiosi tra professori e ricercatori.  

La comunità accademica ha infine ringraziato le autorità presenti alla cerimonia: viceministro del Miur On. Anna Ascani, prefetto di Bergamo Elisabetta Margiacchi, Sindaco di Bergamo Giorgio Gori, Senatrice a vita Elena Cattaneo, Ass. all’autonomia e cultura di RL Stefano Bruno Galli, Presidente della Provincia di Bergamo Gianfranco Gafforelli, Vescovo di Bergamo Francesco Beschi, Generale della Guardia di Finanza Carlo Ricozzi, Senatrice Alessandra Maria Gallone, On. Maurizio Martina, On. Elena Carnevali, On. Rebecca Frassini, On. Guia Termini, On. Alberto Ribolla, Ass. alle infrastrutture, trasporti, mobilità sostenibile di RL Claudia Maria Terzi, Generale di Brigata Bonifacio Bertetti, Colonnello Paolo Storoni, Comandante provinciale dei vigili del fuoco di Bergamo Calogero Turturici, Colonnello Mario Salerno, Questore di Bergamo Maurizio Auriemma, Procuratore aggiunto della procura di Bergamo Maria Cristina Rota, Direttrice della Casa Circondariale di Bergamo Teresa Mazzotta, Dirigente Ufficio scolastico territoriale di Bergamo Patrizia Graziani, Segretario generale della camera di commercio di Bergamo Maria Paola Esposito, Gip del Tribunale di Bergamo Maria Luisa Mazzola, consiglieri regionali, sindaci della provincia di Bergamo e tutte le autorità civili, militari e religiose presenti.

PROLUSIONE DI REMO MORZENTI PELLEGRINI

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