“Il futuro comincia oggi”: al via un nuovo percorso per preservare la fertilità dei bambini e dei giovani grazie al sostegno di conGiulia ETS.
Bergamo, 18 settembre 2026 – Presentato il progetto multidisciplinare di crioconservazione di tessuto ovarico e testicolare nei pazienti pediatrici e giovani adulti sottoposti a terapie che possono mettere a rischio la fertilità.
Il sostegno di conGiulia ETS
Fondamentale il sostegno di conGiulia ETS, che ha finanziato le attrezzature e i materiali necessari all’avvio delle attività, confermando quanto la collaborazione tra sanità pubblica e volontariato possa tradursi in nuove opportunità di cura e in un investimento concreto sul futuro dei giovani pazienti.
“Il futuro comincia oggi”
Il progetto “Il futuro comincia oggi” si rivolge a pazienti pediatrici e giovani adulti candidati a trattamenti gonadotossici. La crioconservazione del tessuto ovarico rappresenta oggi una metodica consolidata, mentre la crioconservazione del tessuto testicolare apre nuove prospettive per la tutela della fertilità nei bambini in età prepubere, in linea con le più recenti raccomandazioni scientifiche internazionali.
Percorso altamente specialistico e multidisciplinare
L’iniziativa nasce all’Ospedale Papa Giovanni XXIII dalla collaborazione tra l’Oncologia pediatrica e il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita, con il coinvolgimento della Pediatria, della Chirurgia Pediatrica, della Ginecologia e Ostetricia e delle professioni sanitarie del Dipartimento materno infantile e pediatrico, che ha dato vita a un percorso altamente specialistico e multidisciplinare.
Il contributo di conGiulia ETS
Determinante il contributo di conGiulia ETS, che ha sostenuto l’avvio del progetto con la donazione delle principali attrezzature necessarie alla crioconservazione, compreso un laser per la dissezione fine dei tessuti e per l’isolamento dei follicoli primordiali e dei tubuli seminiferi, nell’ottica di una loro maturazione in vitro, e con un contributo economico destinato all’acquisto dei materiali di consumo.
Il rischio di infertilità maschile e femminile
Grazie ai progressi delle terapie oncologiche, un numero sempre maggiore di bambini e giovani adulti supera la malattia, ma la chemioterapia e la radioterapia possono comportare un elevato rischio di infertilità maschile e, nelle ragazze, di menopausa precoce o di riduzione degli ovociti presenti nelle ovaie. La possibilità di preservare la fertilità diventa quindi parte integrante della qualità della vita dopo la guarigione.
Il prelievo del tessuto ovarico e testicolare
Nei pazienti fino a 17 anni il prelievo del tessuto ovarico e testicolare sarà eseguito dai chirurghi pediatrici dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, guidati da Maurizio Cheli, mentre nelle giovani donne queste fasi verranno seguite dagli specialisti dell’Ostetricia e ginecologia, guidati da Marco Carnelli.
Le dichiarazioni
“La pediatria moderna – ha spiegato Lorenzo D’Antiga
,(in foto a six), direttore della Pediatria e del Dipartimento materno infantile e pediatrico dell’ASST Papa Giovanni XXIII – deve saper guardare oltre la malattia. Preservare oggi la fertilità – ha proseguito – significa offrire ai nostri pazienti la possibilità di scegliere domani, quando saranno adulti, se costruire una famiglia. È questo il significato più profondo di una medicina che cura non soltanto il presente, ma anche il futuro.”
“La missione di un grande ospedale – ha commentato Francesco Locati (in foto a dex), Direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII – è prendersi cura delle persone nella loro interezza, guardando non solo alla guarigione, ma anche alla qualità della vita futura. Con questo progetto – ha continuato il Direttore – compiamo un ulteriore passo avanti nella medicina personalizzata e nella presa in carico globale dei nostri pazienti. È il risultato della collaborazione tra professionisti di diverse discipline e del prezioso sostegno del territorio, rappresentato dall’impegno dell’Associazione conGiulia ETS, che ringraziamo per aver scelto di investire in un progetto capace di offrire una nuova prospettiva verso il futuro ai bambini e ai giovani che affrontano percorsi di cura particolarmente complessi”, ha concluso Francesco Locati.