Appello per un corridoio umanitario a favore di studentesse e studenti palestinesi di Gaza

Gaza è sotto assedio da oltre due anni. Le università sono state distrutte o rese inaccessibili, la vita accademica è sospesa, l’accesso ai servizi essenziali è al collasso. In questo contesto, decine di giovani palestinesi, regolarmente iscritti a corsi universitari in Europa e anche in Italia, sono tuttora bloccati nella Striscia, senza possibilità concreta di lasciare il territorio.

Anna Giada Altomare e Michela Catalani (AnotherCoffeeStories), insieme a Dario Morgante e Malak Al Mohamad (GazaStudentsBeyondBorders), lanciano un appello urgente a favore degli studenti di Gaza.

Bergamo, 16 luglio 2025 – L’appello è rivolto, in particolare, al Presidente della Repubblica, al Governo italiano e alle istituzioni diplomatiche competenti per l’apertura di un corridoio umanitario dedicato a studentesse e studenti palestinesi della Striscia di Gaza, affinché possano raggiungere in sicurezza l’Italia e proseguire il proprio percorso universitario.

Gaza continuamente sotto assedio

Gaza è sotto assedio da oltre due anni. Le università sono state distrutte o rese inaccessibili, la vita accademica è sospesa, l’accesso ai servizi essenziali è al collasso. In questo contesto, decine di giovani palestinesi, regolarmente iscritti a corsi universitari in Europa e anche in Italia, sono tuttora bloccati nella Striscia, senza possibilità concreta di lasciare il territorio.studenti di Gaza

L’impedimento all’accesso del visto

Molti universitari sono titolari di borse di studio, altri nonostante abbiano presentato domanda di ammissione o candidatura per programmi di istruzione superiore in Italia, anche in presenza di documentazione completa e valida (lettere di accettazione, offerte di borsa, lettere motivazionali), è stato impedito loro l’accesso al visto.
Gli uffici consolari italiani e internazionali continuano a richiedere che le pratiche di visto vengano completate di persona a Gerusalemme Est o Ramallah — fingendo di ignorare che da Gaza, oggi, è materialmente impossibile raggiungere quei luoghi, a causa della chiusura dei valichi, delle operazioni militari in corso e dell’assoluta restrizione della libertà di movimento.

I suddetti giovani che lanciano l’appello, chiediamo al Governo italiano di attivarsi con urgenza per:
istituire un corridoio umanitario nazionale per studenti e studentesse palestinesi, in coordinamento con università, ONG e reti civiche;
– predisporre un meccanismo semplificato e sicuro per il rilascio dei visti di studio, anche da remoto o tramite strutture internazionali;
– garantire borse di studio, accoglienza e tutela legale per i beneficiari della misura;
– coinvolgere la rete diplomatica italiana nei Paesi limitrofi per facilitare l’uscita da Gaza in condizioni di sicurezza.

Raccolta firme su Change.org

Nel frattempo, il comitato spontaneo GazaStudentsBeyondBorders ha lanciato una raccolta firme su Change.org, che in pochi giorni ha raccolto migliaia di adesioni spontanee da parte di cittadini, studenti, accademici e associazioni italiane, a testimonianza di una sensibilità diffusa e trasversale sul tema.
L’Italia può e deve fare la propria parte. Non si tratta di un favore, ma di un impegno concreto verso il diritto allo studio, la mobilità accademica e la dignità delle persone.

Picture of Antonio Casablanca

Antonio Casablanca

Facebook
X
LinkedIn
Threads