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Incontro all’Università di Bergamo sul tema “Sew Line: riflessioni sul futuro delle infrastrutture territoriali nella Bergamasca.”

Bergamo, 29 febbraio 2024 – Tenere conto degli impatti sugli ecosistemi e sugli abitanti nel progettare strade e ferrovie è l’obiettivo del Progetto SEW Line, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito dei “Progetti di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) 2022–PNRR” finanziato dal Next Generation EU che, lo scorso 23 febbraio, ha riunito presso l’Auditorium di Treviglio i ricercatori delle tre Università coinvolte (Bergamo, Padova e Roma- “La Sapienza”) con Comune di Treviglio, Provincia di Bergamo, Comune di Romano di Lombardia, Comune di Verona, Comune di Vicenza e i rappresentanti tecnici del Parco Regionale del Serio e Parco Regionale Adda Nord, Associazione di Comuni “Pianura da Scoprire”.

I quattro casi di studio della ricerca

La ricerca lavorerà su quattro casi di studio che rappresentano contesti geografici, relazioni paesaggistiche e stadi di realizzazione differenti: Brennero VR-TN (90 km), BreBeMi (62 km), Bretella A1 Fiano Romano-SanCesareo (50 km), TAV VR-VI (44 km). L’Unità di Ricerca di UniBg si occuperà del caso della BreBeMi, con particolare attenzione ai temi relativi all’impatto sul paesaggio e sui processi attoriali connessi all’insediamento delle infrastrutture lineari.

L’obiettivo della ricerca

A fronte di una riconosciuta difficoltà di conciliare insediamento delle infrastrutture lineari e qualità paesaggistica, l’obiettivo principale della ricerca Sew Line è l’avanzamento della conoscenza nei processi di pianificazione delle infrastrutture per la mobilità nei contesti periurbani e rurali, evitando la perdita di biodiversità e di servizi ecosistemici e affrontando gli aspetti di equità sociale e giustizia spaziale. 

Le dichiarazioni

 “L’Università è chiamata ad un ruolo di supporto per i policy maker e gli enti locali – ha commentato Sergio Cavalieri (in foto), Rettore dell’Università di Bergamo – contribuendo ai processi di trasformazione territoriale. UniBg è attenta alle dinamiche che interessano la media pianura lombarda – ha proseguito – e questa ricerca si inserisce in un più ampio quadro di impegno di ricerca, che l’Università intende rafforzare, per introdurre innovazioni orientate a una valorizzazione sostenibile dei territori.”

Il tema di ricerca – ha spiegato Mario Paris (in foto), docente del DISA e coordinatore dell’Unità di Ricerca UniBg – si concentra sulle infrastrutture lineari di trasporto (strade e ferrovie), analizzando il loro impatto sul piano socio-economico, insediativo e ambientale delle aree periurbane e rurali. Queste reti oggi rappresentano un elemento di pressione rilevante – ha continuato Paris – anche sulla spinta degli investimenti oggi in atto legati al PNRR e della necessità della loro rapida messa a terra, che si impone sulle preesistenze e le memorie del territorio.”

L’obiettivo è quello di assumere nuove prospettive nella riflessione su rete infrastrutturale e impatti territoriali, esplorando gli ambiti di possibile collaborazione tra istituzioni, soggetti territoriali e comunità insediata, in una prospettiva aperta di co-design”, ha concluso Fulvio Adobati (in foto), docente del DISA e direttore del Centro Studi e Territorio ‘Lelio Pagani’.

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