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Strage di via Palestro: donna bergamasca indagata per il sospetto di essere l’autista della Fiat Uno carica di esplosivo servita per l’attentato di via Palestro a Milano e via Dei Georgofili a Firenze.


Bergamo, 3 marzo 2022 – Si tratta di Rosa Belotti, imprenditrice di 57 anni (all’epoca dei fatti aveva 28 anni) che vive ad Albano Sant’Alessandro, in Bergamasca, indagata per le stragi di mafia avvenute nel 1993 a Milano e Firenze. Ieri, i carabinieri hanno perquisito l’abitazione della donna – su ordine della procura di Firenze – sospettata di avere condotto la Fiat Uno, carica di esplosivo, in via Palestro a Milano e via Dei Georgofili a Firenze.

L’attentato della notte del 27 luglio 1993

In particolare, la donna è sospettata di essere l’autista che, la notte del 27 luglio 1993, condusse e parcheggiò la macchina, imbottita di esplosivo, davanti al Padiglione di arte contemporanea, in via Palestro, nella città meneghina, la cui deflagrazione causò cinque vittime: il marocchino, Moussafir Driss, i vigili del fuoco Carlo La Catena, Sergio Pasotto e Stefano Picerno, lagente della polizia comunale, Alessandro Ferrari e, inoltre, il ferimento di altre tredici persone.

Arrestata per traffico di droga

I testimoni parlano di una ragazza, con capelli lunghi e biondi, che sarebbe stata vista nei luoghi delle stragi a Milano e Firenze. La donna bergamasca, in passato, ha riportato una condanna per traffico di sostanze stupefacenti, ma poi, scontata la pena, ritornò libera nel 1993.

Il riconoscimento del testimone

L’identikit dell’indagata fu poi confrontato con una foto trovata nel Comune siciliano di Alcamo, in provincia di Trapani, in presenza del testimone che ha riconosciuto nella foto la biondina che era alla guida della macchina carica di esplosivo.

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