tCuore del modello organizzativo è il Punto Unico di Accesso (PUA), che orienta i cittadini verso i percorsi più appropriati, favorendo la presa in carico multidisciplinare e la continuità assistenziale.
Bergamo, 22 ottobre 2026 – Sono state inaugurati oggi, alla presenza dell’Assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, le Case di Comunità del Distretto di Bergamo e la nuova Casa degli Adolescenti.
La Casa di Comunità di Via Borgo Palazzo
Attiva dal 2022, la Casa di Comunità di Borgo Palazzo rappresenta uno dei principali presìdi territoriali dell’ASST Papa Giovanni offrendo ai cittadini un accesso integrato e coordinato ai servizi sanitari e sociosanitari.
I servizi delle Case di Comunità
Tra i servizi presenti figurano un punto prelievi, il CUP, le Vaccinazioni, gli screening, il Consultorio familiare, le Cure domiciliari, la Farmacia territoriale, gli ambulatori specialistici, la Medicina legale, la Neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza, le Cure palliative, la Radiologia domiciliare, l’Unità di Continuità Assistenziale UCA, la Medicina dello sport, i servizi per le dipendenze e per la disabilità, gli Infermieri di famiglia e di comunità, oltre alla Centrale Operativa Territoriale, attiva quotidianamente per coordinare la presa in carico tra ospedale e territorio. È garantita la presenza medica 24 ore su 24 e quella infermieristica per 12 ore al giorno, sette giorni su sette.
I sanitari che operano nelle strutture
Nelle strutture operano in modo integrato medici di assistenza primaria, pediatri, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti, fisioterapisti, psicologi, ostetriche, educatori professionali, operatori socio-sanitari, logopedisti, terapisti occupazionali, terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva e assistenti sociali e sanitari, garantendo risposte personalizzate ai bisogni di salute.
I lavori per la realizzazione della Casa di Comunità di Via Borgo Palazzo
Gli interventi realizzati nel complesso di Borgo Palazzo hanno interessato diversi edifici storici dell’ex Ospedale Neuropsichiatrico di Bergamo, molti dei quali sottoposti a tutela monumentale e architettonica da parte della Soprintendenza.
Sono stati ristrutturati e restaurati integralmente:
• il padiglione 1 (“Portineria”)
• il padiglione 2 (“Ex alloggio del parroco”)
• il padiglione 3 (“Ventriglia maschile”)
• il padiglione 5 (“Ventriglia femminile”)
Tali lavori hanno previsto il consolidamento strutturale dei padiglioni stessi, il restauro delle facciate, la riqualificazione energetica dell’involucro, il rifacimento della copertura, la sostituzione degli impianti e dei serramenti, l’abbattimento delle barriere architettoniche e la riconfigurazione degli spazi interni.
Sono stati inoltre oggetto di consolidamento strutturale il padiglione 16 (“Verga Maschile”) e il padiglione 20 (“Officine e caldaie”) mentre è stato installato l’impianto di climatizzazione estiva presso il padiglione 7 (Osservazione Maschile), il padiglione 16 (“Verga Maschile”) e il padiglione 18 (“Lombroso Maschile”).
La riqualificazione del piazzale antistante il padiglione 1
Da ultimo, è stato completamente riqualificato il piazzale antistante il padiglione 1, sostituendo la pavimentazione in conglomerato bituminoso con una nuova pavimentazione in materiale lapideo destinata al transito pedonale degli utenti. Il piazzale è stato intitolato al prof. Alberto Giannelli, ultimo primario dell’Ospedale Neuropsichiatrico di Bergamo. Una targa, svelata oggi nel corso della cerimonia e posizionata al centro del piazzale, vicino alla rinnovata area verde, lo ricorda come “Psichiatra umanista, clinico maestro per molti , docente universitario e fine intellettuale. Con il suo pensare, il suo agire e la sua convinzione lungimirante, ha profondamente influenzato il modo in cui ci prendiamo cura delle malattie mentali, promuovendo e gestendo da primario il passaggio dall’Ospedale Neuropsichiatrico, ai Servizi psichiatrici territoriali”
I lavori sono stati progettati e diretti dallo Studio di Architettura Von Wunster di Bergamo, Studio di Architettura Gonella di Clusone (BG), C- SPIN Ingegneri Associati di Grassobbio (BG), Studio Tecnico Associato Mascheroni di Bergamo, Studio di Restauro Federica Battaglia di Bergamo e Studio Ellebi di Torre de Roveri (BG), mentre sono stati realizzati dalle imprese Perico Renato s.r.l. di Villa di Serio (BG), Vitali Luigi s.r.l. di Zogno (BG), R.A.F. Impianti s.r.l. di Pisogne (BS) e Paulonia s.r.l. di Bolgare (BG).
La Casa degli Adolescenti
La struttura è una risposta innovativa a ragazzi in difficoltà
La nuova Casa degli Adolescenti è dedicata ai ragazzi dai 12 fino ai 25 anni ed è nata per rispondere a situazioni di disagio psicologico e psichiatrico e aiutare i giovani con disturbi di nutrizione e alimentazione. La struttura propone un modello innovativo che integra dimensione sanitaria, educativa e sociale, offrendo un ambiente accogliente e non stigmatizzante. Neuropsichiatri infantili, psicologi, psicoterapeuti, educatori, infermieri, psichiatri, tecnici della riabilitazione psichiatrica, assistenti sociali e dietisti lavorano insieme per costruire percorsi personalizzati di cura e accompagnamento.
L’offerta comprende un ambulatorio multidisciplinare per attività diagnostiche, consulenze e percorsi terapeutici, e un centro diurno che consente una presa in carico intensiva attraverso attività terapeutiche, educative e laboratoriali. Una particolare attenzione è dedicata ai disturbi del comportamento alimentare, con spazi dedicati e percorsi di riabilitazione nutrizionale. L’attivazione dei servizi è prevista gradualmente da lunedì prossimo, 26 ottobre.
La Casa di Comunità in Via Garibaldi
A seguire è stata inaugurata anche la nuova Casa di comunità di Via Garibaldi a Bergamo, attiva dallo scorso 31 marzo e punto di riferimento per tutto il Distretto di Bergamo che – oltre al capoluogo – comprende anche i Comuni di Orio al Serio, Gorle, Ponteranica, Sorisole, Torre Boldone, per un totale di circa 150.000 residenti. Tra i servizi attivi figurano il punto prelievi, l’ambulatorio infermieristico, il Punto Unico di Accesso (PUA) per l’orientamento e l’integrazione dei percorsi sociosanitari, il servizio vaccinale per adulti e viaggiatori internazionali, ambulatori specialistici e di psicologia, gli Infermieri di famiglia e di comunità, servizi per le dipendenze e la radiologia domiciliare. La struttura offre inoltre servizi amministrativi per la gestione delle esenzioni e delle prenotazioni sanitarie attraverso gli sportelli CUP. È garantita la presenza medica 24 ore su 24 e quella infermieristica per 12 ore al giorno, sette giorni su sette.
La Casa di Comunità di Via dei Ghirardelli
Durante la mattinata l’Assessore al Welfare Guido Bertolaso ha visitato anche la Casa di Comunità in Via dei Ghirardelli, nata grazie ad un accordo di cooperazione tra la Regione Lombardia, l’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo e il Comune di Bergamo. Situata nel compendio immobiliare “Sacro Cuore di Gesù”, rappresenta un presidio territoriale di riferimento per i residenti della zona nord-est della città (quartiere di Borgo Santa Caterina, Valtesse e Monterosso), con un bacino potenziale di circa 60.000 abitanti del Distretto di Bergamo. Nell’immobile, di proprietà deI Comune, sono stati effettuati lavori di ristrutturazione che hanno previsto il consolidamento strutturale dell’edificio, il significativo miglioramento delle prestazioni energetiche, l’abbattimento delle barriere architettoniche e il completo rifacimento di tutti gli impianti.
Costo dell’intervento
L’intervento ha richiesto un investimento regionale di 1 milione e 600 mila Euro. Nella Casa di Comunità sono stati realizzati 8 nuovi ambulatori, aree amministrative dedicate all’accoglienza, spazi per funzioni a carattere sociale e locali da adibire ad associazioni operanti sul territorio, in modo da garantire un’efficace integrazione con le ulteriori funzioni previste dal Comune di Bergamo. Tra i servizi che verranno attivati ci sarà il Punto Unico di Accesso (PUA), un Punto prelievi, un ambulatorio infermieristico, il Servizio Infermieri di Famiglia e Comunità, servizi di prevenzione, ambulatori specialistici, servizi di psicologia, la radiologia domiciliare, servizi amministrativi e di accesso alle Cure domiciliari. L’attivazione di questa Casa di comunità, non inclusa nei progetti finanziati dal PNRR, è prevista entro il mese di novembre.
Le Dichiarazioni
«La Casa degli Adolescenti e le Case di Comunità del Distretto di Bergamo – spiega Simonetta Cesa, Direttrice sociosanitaria ASST Papa Giovanni XXIII – condividono una stessa visione: mettere la persona al centro, costruendo percorsi di cura che integrano competenze sanitarie, sociosanitarie, educative e sociali. La Casa di Comunità – prosegue Cesa – è il luogo in cui i cittadini possono trovare orientamento, ascolto e risposte coordinate ai propri bisogni di salute, mentre la Casa degli Adolescenti rappresenta una risposta concreta a un bisogno emergente e sempre più rilevante, quello del benessere psicologico e relazionale dei ragazzi e delle loro famiglie. In tutte le strutture – aggiunge – il valore aggiunto è rappresentato dal lavoro multidisciplinare e dalla capacità di fare rete con il territorio, elementi fondamentali per garantire continuità assistenziale, prossimità e appropriatezza degli interventi.»
“Le Case di Comunità – commenta Guido Bertolaso, Assessore al Welfare di Regione Lombardia – sono una rete in crescita e adesso è fondamentale far conoscere ai cittadini le opportunità che offrono. Non sono semplici poliambulatori, ma strutture in grado di garantire molti servizi diversi, dall’assistenza domiciliare al supporto psicologico, dagli ambulatori infermieristici alla continuità assistenziale. Vogliamo rafforzare sempre più la sanità territoriale – continua Bertolaso – evitando che l’ospedale sia l’unica risposta ai bisogni di salute dei cittadini. L’altro fronte su cui siamo impegnati è quello della salute mentale e del disagio giovanile, che richiede una risposta concreta e tempestiva. Abbiamo riorganizzato la rete degli interventi in emergenza in questo ambito, favorendo la collaborazione tra pronto soccorso, pediatri e neuropsichiatri infantili per affrontare i casi più complessi. Stiamo investendo risorse per assumere personale e miriamo a potenziare i servizi sul territorio e l’apertura della Casa dell’Adolescente va proprio in questa direzione. La sanità deve essere pronta a intervenire quando il disagio diventa acuto – aggiunge – ma dobbiamo soprattutto riuscire ad arrivare prima, lavorando insieme alle famiglie e alle scuole per intercettare i segnali di difficoltà e offrire risposte tempestive”, conclude Guido Bertolaso.