Chirurgia aortica, il “Papa Giovanni XXIII” sarà il centro di riferimento per la provincia di Bergamo

Il nuovo modello organizzativo entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027. La scelta regionale si basa su criteri di competenze cliniche, tecnologie disponibili, volumi di attività ed esiti delle cure, con l’obiettivo di indirizzare ogni paziente verso la struttura più adeguata alla complessità della propria patologia.

L’ospedale di Bergamo rappresenterà il centro di riferimento per la provincia di Bergamo per la chirurgia aortica.

Bergamo, giovedì 3 settembre 2026 – L’ospedale di Bergamo è l’unico centro della provincia di Bergamo inserito nella Rete regionale della Chirurgia Vascolare per il trattamento della patologia aortica. La nuova organizzazione approvata da Regione Lombardia colloca l’Ospedale di Bergamo nel Gruppo A, quello dei centri autorizzati a trattare l’intero spettro delle patologie dell’aorta, comprese le forme più complesse e gli interventi con endoprotesi personalizzate o ramificate.

L’autorizzazione partirà dal 1° gennaio 2027

Il nuovo modello organizzativo entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027. La scelta regionale si basa su criteri di competenze cliniche, tecnologie disponibili, volumi di attività ed esiti delle cure, con l’obiettivo di indirizzare ogni paziente verso la struttura più adeguata alla complessità della propria patologia.

La soglia minima indicata da Regione Lombardia

Per i centri che trattano la patologia aortica Regione Lombardia ha individuato una soglia minima di 30 interventi all’anno, chirurgici tradizionali o endovascolari. Il Papa Giovanni XXIII si colloca ampiamente al di sopra: nel 2025 sono stati 85 gli interventi sulla patologia aortica, dopo gli 81 del 2023 e gli 85 del 2024, per una media di 84 interventi annui nel triennio 2023-2025.

Il possesso di adeguati requisiti clinici

La concentrazione della chirurgia aortica nei centri con maggiore esperienza risponde a un preciso obiettivo di qualità e sicurezza. La nuova Rete prevede infatti che la chirurgia aortica venga centralizzata presso strutture che raggiungono almeno 30 interventi annui e possiedono adeguati requisiti clinici, tecnologici e organizzativi, così da garantire competenze specialistiche integrate, terapia intensiva e percorsi multidisciplinari ed i migliori risultati in termini di gestione di eventuali complicanze.

Multidisciplinarietà dell’intervento

È proprio la multidisciplinarietà uno degli elementi distintivi del modello: la complessità della patologia aortica può richiedere l’intervento coordinato di Chirurgia Vascolare, Cardiochirurgia, Cardiologia, Radiologia, Anestesia e Rianimazione, Terapia Intensiva e altre specialità. I centri di Gruppo A sono gli unici a poter gestire la patologia dell’aorta toracica, addominale e toraco-addominale.

Le dichiarazioni

«La nuova Rete regionale – spiega Stefano Pirrelli (in foto di copertina), Direttore della Chirurgia Vascolare dell’ASST Papa Giovanni XXIII – riconosce l’importanza di concentrare la patologia aortica dalla più semplice alla più complessa, nei Centri che hanno volumi, competenze e organizzazione adeguati. È un modello che mette al centro il paziente: la persona deve essere indirizzata rapidamente verso il centro più appropriato e trovare tutte le competenze necessarie per affrontare anche le condizioni più complesse. La possibilità di lavorare in stretta integrazione con la Cardiochirurgia e con le altre specialità – prosegue il Direttore – è fondamentale per garantire qualità e sicurezza delle cure».

 «L’identificazione del Papa Giovanni XXIII tra i centri di riferimento regionale per l’intera patologia aortica – commenta Francesco Locati (foto a six), Direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII – conferma la valenza del nostro Ospedale come nodo della rete regionale. È un ruolo che abbiamo già assunto in altre reti clinico-assistenziali e che nasce dall’expertise dei nostri specialisti e dalla possibilità di integrare, all’interno di un unico grande ospedale, tutte le specialità medico-chirurgiche necessarie per affrontare le condizioni più complesse. La nostra forza – continua Locati – è unire una forte vocazione clinica alla ricerca e alla formazione, offrendo ai pazienti percorsi multidisciplinari di alto livello».

 

 «La nuova Rete regionale della Chirurgia Vascolare – sottolinea Alessandro Amorosi (foto a dex), Direttore sanitario dell’ASST Papa Giovanni XXIII – punta a rendere più omogenea, sicura ed efficace l’assistenza in Lombardia e nel nostro territorio, rafforzando il collegamento tra strutture e professionisti e integrandosi con le altre reti dell’area cardio-cerebro-vascolare», conclude Alessandro Amorosi.».

Il percorso della Rete regionale di Pirrelli

Pirrelli ha partecipato direttamente al percorso di riorganizzazione della Rete regionale, facendo parte del tavolo tecnico di Chirurgia vascolare della DG Welfare, insieme ai rappresentanti delle principali strutture lombarde.

Le emergenze aortiche

Particolare attenzione è prevista per le emergenze aortiche, nelle quali la tempestività è determinante. I centri di riferimento devono garantire, in raccordo con AREU, équipe chirurgica vascolare H24, diagnostica radiologica urgente, sala operatoria o sala ibrida, supporto anestesiologico-rianimatorio e possibilità di attivare il team multidisciplinare cardiovascolare.

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Antonio Casablanca

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