Il cantante è morto all’età di 89 anni: fu uno tra i primi “urlatori” italiani
Milano, 28 gennaio 2026 – Tony Dallara, pseudonimo di Antonio Lardera, è morto ieri all’età di 89 anni. Tra i primi “urlatori”, il cantante fu protagonista di vari successi nel mondo della canzone, da ricordare “Ti dirò”, “Come prima, “Bambina, bambina”, “Romantica”, tutti brani della fine degli anni ‘50-’60 che lasciarono il segno nello stile interpretativo del cantante.
Protagonista della musica leggera italiana tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, Tony Dallara fu uno dei maggiori interpreti della canzone italiana di quella generazione segnando un’epoca con il suo singolare stile vocale, che lo portò a una lunga serie di successi che segnarono la storia della musica del Belpaese.
Antonio Lardera, nato a Campobasso il 30 giugno 1936, cresce a Milano, dove, ancora bambino si trasferisce con la famiglia. Dopo aver conseguito la licenza media, comincia a lavorare come barista e, successivamente, come impiegato, ma la passione per il canto, trasmessagli dal Il padre, Battista Lardera, ex corista del Teatro alla Scala, prende il sopravvento. Comincia così a esibirsi nei locali milanesi con alcuni gruppi musicali , formati da giovani della sua età, tra cui i Rocky Mountains.
La svolta per Il cantante arriva nel 1957, quando il direttore della discografica Music, Walter Guertler, gli suggerisce lo pseudonimo “Dallara”, dopo averlo ascoltato in una delle sue esibizioni; decide, inoltre, di assumerlo con contratto e a fargli incidere il disco “Come prima”, brano che Dallara aveva già presentato alla commissione del Festival di Sanremo nel 1955, senza sortire alcun successo.
Nel 1957 Pubblica “Come prima” che ha subito un gran successo e rimanendo per più di un mese al primo posto della classifica hit-parade, vendendo circa 300 mila copie, un record per quel periodo.
All’inizio dei Sessanta, incide ulteriori successi: “Ti dirò”, “Brivido blu”, “Non partir”, “Ghiaccio bollente”, “Julia“. Nel 1960 raggiunge la vetta della sua carriera vincendo il Festival di Sanremo in coppia con Renato Rascel con “Romantica”, brano che trionfa anche a Canzonissima.
Nel 1961 torna a Sanremo in coppia con Gino Paoli con “Un uomo vivo” e conquista nuovamente Canzonissima con “Bambina, bambina” e poi incide “La novia”, che resta per settimane al primo posto delle classifiche italiane e ottiene ottimi risultati anch’esse all’estero.
A partire dal 1962, con l’affermarsi della musica beat, la popolarità del cantante comincia a regredire. Dallara partecipa ancora a Sanremo e ad altre manifestazioni, ma senza riuscire a ripetere i successi del passato.
Ritiratosi dalla scena musicale, negli anni Settanta Dallara si dedica alla pittura, esponendo le sue opere in varie gallerie e affermandosi in quel campo, stringendo, inoltre, l’amicizia con un grande pittore: Renato Guttuso. Anche Se lontano dai riflettori della canzone italiana, acquisisce soddisfazioni personali.
Negli anni Ottanta, torna a esibirsi dal vivo, soprattutto nei mesi estivi, riproponendo i suoi grandi successi.
Negli anni Novanta e Duemila prosegue la sua collaborazione con altri cantanti, senza abbandonare il suo pubblico e, nonostante i gravi problemi di salute degli ultimi anni, addirittura trascorre un lungo periodo ricoverato in coma, nonostante tutto, due anni fa aveva partecipato a “Domenica In”, emozionano ancora il suo pubblico cantando dal vivo “Romantica”, “Come prima” e “Ti dirò”.