Turismo: approvato dalla Giunta comunale il nuovo regolamento sui requisiti qualitativi per le strutture ricettive non alberghiere in Città Alta e nei borghi storici.
Bergamo, 20 novembre 2025 – La Giunta di Palazzo Frizzoni ha approvato il nuovo Regolamento sui requisiti qualitativi per le strutture ricettive non alberghiere, con l’obiettivo di garantire standard minimi di qualità, sicurezza e accessibilità per case vacanza, foresterie lombarde e locazioni turistiche nei quartieri storici della città.
Nella foto in basso da six: Elena Carnevali, Claudia Lenzini e Giovanna Doneda.
Natura del provvedimento
Il provvedimento si inserisce in un contesto di forte crescita del settore: tra il 2014 e il 2024, Bergamo ha registrato un aumento del +152% negli arrivi turistici e del +170% nelle presenze, posizionandosi tra le prime città italiane per incremento complessivo (seconda in Italia dopo Bari per performance complessiva). Tra il 2022 e il 2025, il numero di strutture extra-alberghiere attive è più che raddoppiato, passando da 723 a 1.634 unità di cui 1003 case e appartamenti per vacanze (C.A.V.) e 349 locazioni turistiche.
Obiettivo del regolamento
Tale documento intende non solo elevare gli standard qualitativi minimi per case e appartamenti per vacanze e locazioni turistiche, ma anche contribuire – nel rispetto delle competenze comunali – a orientare in modo virtuoso lo sviluppo dell’offerta ricettiva, prevenendo derive che, in assenza di una normativa specifica, rischierebbero di compromettere l’equilibrio urbano e la qualità della convivenza tra residenti e visitatori.
Applicazione nel nuovo Regolamento
Il nuovo Regolamento comunale si applica a Città Alta e ai Borghi Storici (Borgo Canale, Borgo Pignolo, Borgo Santa Caterina, Borgo Sant’Alessandro, Borgo San Leonardo e Borgo Palazzo) e punta quindi ad elevare gli standard qualitativi minimi dell’offerta extra-alberghiera, garantire accessibilità e sicurezza per gli ospiti, garantire la vivibilità dei quartieri e l’equilibrio tra funzioni turistiche e residenziali.
Di seguito le principali misure introdotte
Visitabilità: accesso da parte di una persona su sedia a ruote, alla zona soggiorno/pranzo e ad almeno un servizio igienico
– Almeno 1 unità accessibile ogni 3 per case vacanza e locazioni turistiche;
– almeno 1 camera accessibile per le foresterie lombarde.
Parcheggi privati obbligatori
– 1 posto auto per unità abitativa fino a 50 mq;
– 2 posti auto per unità oltre 50 mq;
– 1 posto auto ogni 2 camere per le foresterie.
Agibilità
– Tutte le nuove strutture dovranno disporre del Certificato di Agibilità o della SCA, (Segnalazione Certificata di Agibilità), comprensiva della Dichiarazione di conformità di tutti gli impianti (elettrico, idraulico, gas, antincendio, ascensore).
Nuove attività
Per le nuove attività, è necessario che i requisiti di visitabilità, disponibilità di parcheggi e agibilità siano già presenti al momento della presentazione della comunicazione di inizio attività. In assenza di queste condizioni, non sarà possibile attivare la struttura.
Attività esistenti
Per le attività esistenti, non si applicano le disposizioni relative a visitabilità e parcheggi. Per quanto riguarda l’agibilità, dalla data di entrata in vigore del regolamento, avranno due anni di tempo per adeguarsi ai requisiti richiesti.
La dichiarazione è della Sindaca Elena Carnevali
“Negli ultimi dieci anni, l’attrattività della città di Bergamo è cresciuta in modo significativo – sottolinea la Sindaca Elena Carnevali (in foto) – affermandosi come una meta turistica consolidata: dal 2014 al 2024 gli arrivi sono aumentati del 152% e le presenze del 170%. A questo sviluppo vogliamo affiancare strumenti adeguati per garantire l’equilibrio tra residenzialità e accoglienza, in particolare nei contesti più delicati come Città Alta e i borghi storici, dove l’indice di densità ricettiva ha superato il 15%. Con questo regolamento – continua la Sindaca – puntiamo a innalzare la qualità dell’ospitalità extra-alberghiera, proteggendo l’identità dei nostri quartieri e orientando, nel rispetto delle competenze comunali, lo sviluppo dell’offerta ricettiva in modo virtuoso. Vogliamo prevenire derive che, in assenza di una normativa nazionale specifica, rischiano di compromettere l’equilibrio urbano e la qualità della convivenza tra residenti e visitatori. In un quadro legislativo che oggi non consente ai Comuni di intervenire direttamente sulle locazioni turistiche, abbiamo scelto di agire quindi dove è possibile: elevando gli standard di qualità, accessibilità e sicurezza. Si tratta di una misura che valorizza chi lavora bene – aggiunge – scoraggia pratiche speculative e garantisce condizioni minime di vivibilità per residenti e visitatori. È un primo passo concreto per costruire un modello di turismo sostenibile e inclusivo, che valorizzi Bergamo senza snaturarla, ”conclude Elena Carnevali.
