Si è presentato come un ispettore di polizia, ha inventato un’indagine e convinto la vittima a trasferire 48.300 euro con un bonifico istantaneo.
Bergamo, 15 ottobre 2026 – Il raggiro del finto ispettore di polizia però è stato scoperto in tempo: grazie all’intervento del Commissariato di P.S. di Treviglio che ha bloccato l’intera somma e, successivamente, sequestrata dall’Autorità giudiziaria che l’ha restituita al legittimo proprietario.
La truffa
La truffa, ricostruita dagli investigatori nell’ambito di un’attività conclusa in data odierna, ha preso di mira una persona conosciuta in zona per il proprio impegno nel volontariato.
La falsa operazione di polizia
Per convincere la persona a trasferire il denaro, il truffatore ha inscenato una falsa operazione di polizia, impartendo istruzioni precise e chiedendo alla vittima di non parlare con nessuno. Le ha persino suggerito cosa dire alla banca in caso di controlli: il bonifico sarebbe servito ad acquistare un’Alfa Romeo Stelvio per la nipote.
Le finte telefonate da banche
A rendere ancora più credibile la messinscena, messaggi e telefonate provenienti da numeri che apparivano riconducibili a istituti bancari e agli uffici della Questura di Treviso. Un inganno studiato per non lasciare spazio a dubbi.
L’invito a rivolgersi alla Polizia
Dopo il bonifico, la vittima ha ricevuto un altro messaggio che annunciava il presunto blocco dell’operazione e fissava un appuntamento nel pomeriggio proprio davanti al Commissariato di Treviglio. Il piano si è però interrotto
L’intervento degli agenti
Quando, recatasi alle Poste per verificare il conto, la persona è stata invitata dal personale allo sportello a rivolgersi alla Polizia.
L’intervento degli agenti ha permesso di attivare le procedure antifrode e bloccare il denaro prima che potesse essere ulteriormente movimentato. Il successivo decreto dell’Autorità giudiziaria ha disposto il sequestro dell’intera somma.
L’esame dei movimenti bancari
Le indagini, condotte attraverso l’esame dei movimenti bancari, delle utenze telefoniche e delle banche dati, hanno consentito di individuare una donna ritenuta coinvolta nella truffa, già nota per precedenti di polizia e vicende analoghe.
La tecnica dello spoofing
Nel raggiro è stata utilizzata anche la tecnica dello spoofing, che permette di falsificare il numero telefonico visualizzato sul display, facendo apparire una chiamata come proveniente da un ufficio o da un interlocutore affidabile.
L’avvertimento della Polizia di Stato
La Polizia di Stato avverte che nessun poliziotto chiede di trasferire denaro su un conto corrente per esigenze investigative o per mettere al sicuro i propri risparmi. Di fronte a richieste simili, non bisogna eseguire bonifici né fidarsi del numero che compare sul telefono: è necessario interrompere la chiamata e contattare direttamente le Forze dell’ordine attraverso i canali ufficiali.