Giulia Gaudenzi e Giovanni Calò presentano “Baccante”
La tragedia è tratta da “Le Baccanti” di Euripide e andrà in scena al teatro Agorà di Mozzo (Bg).
Bergamo, 4 febbraio 2026 – Venerdì 13 febbraio 2026, ore 20,45, al teatro Agorà di Mozzo (Bg) andrà in scena la tragedia “Baccante”, tratta da “Le Baccanti” di Euripide, con protagonisti Giulia Gaudenzi e Giovanni Calò.
Traduzione di Edoardo Sanguineti e regia di Giovanni Calò.
Lo spettacolo è interpretato e prodotto da Giulia Gaudenzi e realizzato con il sostegno di PACTA dei teatri; Teatro della Contraddizione; Another Coffe Vision.
TRAMA: lo spettacolo, tratto dalla tragedia greca Le Baccanti di Euripide, vuole addentrarsi nel sottosuolo inesplorato della memoria per ritrovare gli antichi sensi. In scena una sola attrice, che attraverso il personaggio di Baccante, l’ultima tra le sue sorelle, ripercorre nel ricordo gli avvenimenti nella città di Tebe e sul monte Citerone.
Nel passato riemergono le ombre, i fragori, le contraddizioni, gli intrecci, le passioni di un’umanità fragile e primordiale.
Il paesaggio in cui si muove Baccante è desertico, essenziale, immerso in un’atmosfera di luci e ombre in continua metamorfosi. La tragedia lascia spazio per interrogativi e suggestioni che, quasi mai, hanno una risposta univoca.
Baccante è testimone di una società carica di antinomie e divergenze, dove ognuno confessa la propria verità.
NOTE DI REGIA: Tendiamo a pensare al passato come una lunga linea retta costellata di avvenimenti e persone, che si perde nel tempo, all’infinito, dietro le nostre spalle. Ma se provassimo ad immaginare il passato come un grande muro dietro di noi sul quale, nella nostra memoria, tutto è orizzontalmente sullo stesso piano temporale, vedremmo vicini a noi avvenimenti e persone tra essi molto lontani nel tempo.
Abbiamo provato, allora, a voltarci e abbiamo visto una Baccante, su quel muro molto vicino a noi, che ci ha raccontato la storia della sua vita sul monte Citerone, a Tebe, del suo incontro con Dioniso, di Penteo, Agave e tutti i personaggi narrati da Euripide nella tragedia Baccanti.
Così, guidati dai frammenti della sua memoria, dai suoi racconti sospesi, le sue inquietudini, Baccante ci ha condotto in un mondo arcaico e lacerante, nel quale forse pensa ancora di abitare, desolatamente sola, sa a non dimenticare.
Attraverso i personaggi ci narra di persone che hanno sia torto che ragione, che non riconoscono chi hanno davanti, che il giusto è colui che ha il potere, sia lui uomo o dio in forma mortale, che alla fine tutti sono contagiati dalla follia dionisiaca e che spesso rito e tragedia possono crudelmente coincidere.
La sua testimonianza viene rappresentata da un’attrice, sola, che ha il compito di dare voci e corpi a questa Baccante, sola, che ci ha affidato tutto il mistero e le ambiguità di questa vicenda tragica e i conflitti insanabili che contiene. Seguendo Baccante abbiamo cercato lungo i sentieri del teatro, nella natura circostante, nella natura umana, nella nostra natura, entusiasmandoci con rapimento e meraviglia, pensando
che Dioniso, dio dell’ebbrezza e del Teatro, sarebbe stato contento.
Chi genera qualcosa di vivo deve immergersi nelle profondità primigenie dove dimorano le potenze della vita, e quando riemergerà avrà negli occhi uBaccanten lampo di follia, poiché laggiù la morte abita insieme alla vita. (Walter F. Otto Giovanni Calò).
NOTE DELL’ATTRICE: “Vivo con questo spettacolo il senso di un ricordo perduto, che riemerge grazie alle immagini, agli impulsi. Lo stesso ricordo bussa e apre delle finestre che riportano in luce attimi lontani e offuscati dal tempo, lampi di follia dimenticata, che vive nel profondo abisso. Un terremoto che fa paura, che sradica le difese di fronte alla meraviglia di ciò che non conosco e che ricerco con fatica e stupore. Dentro questo viaggio mi sento persa e ritrovata. Tento di annientare la logica e di appoggiarmi sul concreto, in un percorso carico di incertezze. Qui trovo la mia energia, una strana frenesia che mi tenta ogni giorno. Ritrovo il piacere di non sapere, di esplorare anche il dolore, correndo il rischio di addentrarmi in luoghi oscuri, ma che lasciano spazio alla libertà. Baccante è la mia forza, la mia fragilità.”
Giulia Gaudenzi.
Biglietti acquistabili in teatro e online su mozzo.18tickets.it