Il “Papa Giovanni XXIII” ottiene finanziamento dell’AIFA per nuovo studio sulle terapie del Tumore raro della tiroide.
Bergamo, 27 luglio 2026 – Si tratta del progetto CETRA-MTC che ottiene 841.740 euro nell’ambito del Bando AIFA Ricerca Indipendente 2025 dedicato alle malattie rare. Aperto l’arruolamento dei pazienti affetti da carcinoma midollare della tiroide, tumore raro ma aggressivo.
Graduatoria nazionale del Bando AIFA Ricerca Indipendente 2025
L’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo si è classificata al primo posto nella graduatoria nazionale di tale bando sulle Malattie rare, ottenendo il succitato finanziamento che punta a una nuova strategia di medicina di precisione per il carcinoma midollare della tiroide, una rara forma di tumore endocrino che può diffondersi ad altri organi.
Cos’è Il carcinoma midollare della tiroide
Tale carcinoma ha un’incidenza di 0,1 – 0,5 casi ogni 100.000 abitanti e rappresenta il 5-10% di tutti i carcinomi tiroidei. Nella maggior parte dei casi si manifesta con un nodulo tiroideo. Al momento della diagnosi, in circa la metà dei casi, sono presenti metastasi linfonodali nella regione del collo e più raramente metastasi a distanza al fegato, ai polmoni e alle ossa. Il trattamento di riferimento è la tiroidectomia totale associata, quando necessario, allo svuotamento dei linfonodi del collo. Nei pazienti con malattia persistente o avanzata, le opzioni terapeutiche rimangono però limitate.
Lo studio CETRA-MTC del “Papa Giovanni XXIII
Lo studio nasce con l’obiettivo di valutare una nuova strategia di medicina di precisione basata su un radiofarmaco a bersaglio molecolare, sviluppato specificamente per riconoscere le cellule del carcinoma midollare della tiroide. Una volta individuate le cellule tumorali, il radiofarmaco è in grado di veicolare selettivamente la radiazione direttamente al tumore, limitando l’esposizione dei tessuti sani.
Sfruttamento dei principi della “teranostica”
Si tratta di un approccio altamente innovativo che sfrutta i principi della “teranostica”, l’approccio medico che integra diagnosi e terapia personalizzata in un unico percorso di cura. Lo studio punta a verificare se questa strategia possa migliorare il controllo della malattia, aumentare l’efficacia del trattamento nei pazienti con malattia residua o metastatica, ridurre il ricorso a terapie più invasive o gravate da maggiori effetti collaterali e contribuire, in ultima analisi, a migliorare la qualità di vita dei pazienti.
Il tomografo a PET/CT
La selezione dei pazienti che possono beneficiare di questo trattamento si avvale di un tomografo PET/CT che permette di definire la presenza della malattia e individuare le cellule-bersaglio del radiofarmaco, offrendo inoltre immagini di elevata qualità in tempi significativamente più brevi e con una minore esposizione radiologica.
Nella foto in alto: il tomografo a PET/CT
Il progetto
Il progetto nasce dalla consolidata esperienza di collaborazione multidisciplinare tra gli specialisti dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Medicina Nucleare, Malattie Endocrinegraduatoria nazionale del Bando AIFA Ricerca Indipendente 2025, Oncologia, Radiologia e Radiologia Interventistica, Radioterapia e delle altre discipline specialistiche, che operano attraverso percorsi condivisi e una costante discussione collegiale dei casi clinici per offrire ai pazienti cure sempre più personalizzate
Il principal investigator dello studio
Lo studio è coordinato, come principal investigator, da Paola Anna Erba, Direttrice della Medicina Nucleare dell’ASST Papa Giovanni XXIII e docente associata di Medicina Nucleare dell’Università Milano-Bicocca, insieme alla co-sperimentatrice Silvia Ippolito delle Malattie Endocrine – Diabetologia diretta da Roberto Trevisan e alla partecipazione dell’Oncologia diretta da Alberto Zambelli. Fondamentale è il contributo dell’Università degli Studi Milano-Bicocca, partner strategico nello sviluppo delle attività di ricerca, innovazione e formazione dell’ospedale. Il progetto assumerà una dimensione nazionale attraverso il coinvolgimento di altri centri, con l’obiettivo di ottenere solide evidenze scientifiche per questa malattia rara.
Le dichiarazioni
«Vincere un bando nazionale AIFA Ricerca Indipendente – commenta Paola Anna Erba (in foto a six) – rappresenta un importante riconoscimento della qualità della ricerca che sviluppiamo ogni giorno nel nostro ospedale, ma, soprattutto, significa offrire ai pazienti affetti da malattie rare una concreta opportunità di accedere a percorsi diagnostici più accurati e a terapie sempre più innovative. Questo risultato dimostra che la ricerca nasce dal lavoro di una comunità di professionisti che condivide competenze, idee e responsabilità. È grazie alla collaborazione tra medici, ricercatori, infermieri, tecnici e a un modello di ospedale universitario – continua Paola Anna Erba – in cui assistenza, ricerca e formazione si rafforzano reciprocamente che possiamo trasformare l’innovazione scientifica in un beneficio concreto per i pazienti.»
«Questo risultato – afferma
(in foto a dex), Direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII – conferma la capacità dell’ospedale di sviluppare ricerca clinica indipendente ad alto impatto e di trasformare l’innovazione scientifica in nuove opportunità di cura per i pazienti. Con questo risultato – prosegue Locati – il nostro Ospedale rafforza il suo ruolo nella ricerca clinica indipendente e conferma l’impegno nello sviluppo di un modello di centro ad alta specializzazione capace di coniugare assistenza, ricerca e formazione per offrire cure sempre più personalizzate, innovative e di elevata qualità,» conclude il Direttore generale.

