Bergamo, la città degli eterni cantieri: ancora chiuso il sottopasso di via San Bernardino

I cantieri estivi di Bergamo stanno mettendo a dura prova i cittadini, in modo particolare gli automobilisti, che si spostano continuamente. Per esempio: il sottopasso del ponte rfi di via San Bernardino, da un anno chiuso per lavori, costringe pedoni e automobilisti a bypassare la via Carnovali e la via autostrada, molto trafficate, per arrivare in via San giorgio. Avrebbero potuto creare un piccolo corridoio recintato per fare transitare almeno i pedoni, ma non l’hanno fatto.

Disagi per automobilisti e pedoni a causa del caldo anomalo e il perdurare dei cantieri in città.

Bergamo, 5 luglio 2026 – Continua l’estate calda dei cantieri con lavori su carreggiate, marciapiedi, ponti, teleriscaldamento, e asfaltature per circa un milione di euro, intanto l’asse interurbano è ridotto a un “gruviera”.

Sottopasso del ponte rfi di via San Bernardino chiuso da un anno

Tali cantieri stanno mettendo a dura prova i cittadini, in modo particolare gli automobilisti, che si spostano continuamente. Per esempio: il sottopasso del ponte rfi di via San Bernardino, da un anno chiuso per lavori, costringe pedoni e automobilisti a bypassare la via Carnovali e la via autostrada, molto trafficate, per arrivare in via San giorgio. Avrebbero potuto creare un piccolo corridoio recintato per fare transitare almeno i pedoni, ma non l’hanno fatto.

Il caldo torrido in aumento con quello prodotto dall’asfalto

La gente esce di casa raramente di giorno perché al gran caldo con punte di 10 gradi in più rispetto all’estate di 10 anni fa, dovuto ai cambiamenti climatici, si associa anche quello prodotto dall’asfalto che in città ricopre circa i due terzi dei marciapiedi, per non parlare poi delle piazze come quella di via Baschenis, ultimata circa due anni fa, ricoperta anch’essa di asfalto.

La teoria del prof. Paolo Pileri del Politecnico di Milano

Ciò va contro la teoria di Paolo Pileri, professore di Pianificazione territoriale e ambientale del Politecnico di Milano che da tanti anni conduce uno studio sul riscaldamento provocato dall’asfalto nelle città, secondo cui assorbe i raggi solari e poi li irradia sotto forma di calore.

La dichiarazione del prof. Pileri

L’eccesso di asfalto produce il calore di un termosifone acceso notte e giorno, dobbiamo ripensare le città dotandoci di piani di depavimentazione e smettere di consumare suolo”.

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Antonio Casablanca

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