Bergamo, operazione congiunta tra polizia di Stato e Guardia di Finanza per falsi investimenti, truffe e riciclaggio

Falsi investimenti, truffe e riciclaggio: estesa operazione condotta dalla locale Polizia di Stato e Guardia di Finanza tra Bergamo,Brescia, Firenze, Mantova, Lecco, Monza Brianza e Vibo Valentia con 9 misure cautelari e sequestri per oltre 1,6 milioni di euro.

Estesa operazione congiunta tra Polizia di Stato e Guardia di Finanza per falsi investimenti, truffe e riciclaggio: nove misure cautelari e sequestri per oltre 1,6 milioni di euro.

Bergamo, 11 giugno 2026 – Falsi investimenti, truffe e riciclaggio: estesa operazione condotta dalla locale Polizia di Stato e Guardia di Finanza tra Bergamo,Brescia, Firenze, Mantova, Lecco, Monza Brianza e Vibo Valentia con 9 misure cautelari e sequestri per oltre 1,6 milioni di euro.

Ordinanza di custodia cautelare a carico di nove soggetti

Tale operazione è stata delegata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo, nella mattinata di oggi, a seguito della quale Polizia di Stato e Guardia di Finanza hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari dell’anzidetto Tribunale a carico di nove soggetti con residenza nelle province di Bergamo, Brescia, Firenze, Mantova, Monza Brianza e Vibo Valentia.

I capi di imputazione emessi dal Tribunale

Gli indagati sono ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo dell’attività di investimento, truffa, formazione fittizia di capitali e reati di natura tributaria, nonché riciclaggio e autoriciclaggio.

Sequestro preventivo delle società

Contestualmente, nei confronti di alcuni indagati e delle società a loro riconducibili, è stata data esecuzione a un decreto di sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca per un valore complessivo di oltre un milione e seicentomila euro.

Origini dell’operazione

L’operazione scaturisce da una articolata attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Bergamo e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Bergamo, che ha consentito di accertare l’esistenza di una strutturata organizzazione dedita al crimine – ramificata nelle province di Bergamo, Arezzo, Brescia, Firenze e Lecco – dedita alla commissione di numerosi reati, anche mediante una rete di società create e utilizzate strumentalmente attraverso dei prestanome per perseguire gli scopi illeciti del sodalizio criminale.

Intenessi ottenuti con lo “Schema Ponzi”

Il meccanismo fraudolento ricalcava il noto “Schema Ponzi” (modello di truffa finanziaria in cui i rendimenti dei vecchi investitori vengono pagati con il denaro versato dai nuovi arrivati, anziché da reali profitti di mercato), agli investitori veniva prospettata, previo versamento di una cauzione, la possibilità di ottenere rendimenti mensili compresi tra il 2% e il 3% attraverso il presunto sub-noleggio di auto di lusso fornite da una società con sede nel bresciano.

Contratti di fondi comuni di investimento

I contratti con cui venivano formalizzati gli investimenti, stipulati tra i clienti e le società del sodalizio, facevano espressamente riferimento a fondi comuni di investimento, sebbene le società non fossero titolate alla gestione del risparmio, né tantomeno risultassero iscritte negli albi sottoposti a controllo dagli organi di vigilanza in materia di attività finanziarie.

Le società intestate a prestanome

Le somme raccolte venivano fatte confluire sui conti di società costituite ad hoc e intestate a prestanome, giustificando i relativi flussi mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Il denaro veniva quindi trasferito attraverso una serie di movimentazioni tra società riconducibili al gruppo criminale e conti personali degli indagati, fino a raggiungere, in alcuni casi, società estere con rapporti bancari in Irlanda e Slovenia.

La truffa della struttura di ricovero per cani

Le indagini hanno consentito di accertare che, in una circostanza, l’organizzazione avrebbe convinto una vittima, erede di una rilevante somma di denaro, ad affidare buona parte del proprio patrimonio facendo leva sul suo desiderio di costituire e avviare una struttura di ricovero per cani. Per rendere credibile il progetto e carpire la fiducia della donna, uno degli indagati avrebbe accompagnato la vittima presso uno studio notarile di Roma per costituire la società. Subito dopo la stipula dell’atto, l’indagato avrebbe ritirato l’assegno destinato al capitale sociale dell’azienda.

I rapporti del sodalizio criminale con le vittime

Le attività investigative hanno inoltre evidenziato come gli indagati, al fine di rafforzare i rapporti personali con le vittime e consolidare la loro fiducia, organizzassero incontri e serate conviviali in provincia di Bergamo. E non solo: nel corso delle indagini in parola è emerso che il gruppo criminale si avvaleva anche dell’intervento di due soggetti di origine calabrese per esercitare pressioni sulle vittime, sia al fine di ottenere ulteriori somme di denaro sia per dissuaderle dal rivolgersi alle Forze di Polizia.

Gravi episodi di minacce alle vittime

In tale contesto, infatti, sono stati ricostruiti gravi episodi estorsivi, connotati da minacce di morte e violenza fisica. Nei confronti di una vittima, in particolare, è stata organizzata una vera e propria spedizione punitiva, in occasione della quale il malcapitato è stato brutalmente percosso e gli è stata sottratta una Lamborghini che, in precedenza, gli era stata affidata, costringendolo a pagare una somma per presunti danni riportati dal mezzo. In quell’occasione, sono state documentate minacce particolarmente gravi, come: “Se entro l’una non sei qua, vengo, ti prendo e ti stacco la testa!”. Alla moglie della vittima sarebbe stato riferito: “Se vostro marito non paga, lo incappuccio, lo metto nel cofano della macchina e lo porto in Calabria alla cava”.

Personale delle forze dell’ordine impiegato nell’operazione

Nell’operazione sono stati impiegati oltre cento poliziotti e finanzieri, anche con il supporto di elicotteri e unità cinofile, che hanno operato in diverse aree del Paese.

Il contrasto di fenomeni criminali negli investimenti abusivi

L’attività svolta rappresenta un concreto esempio di sinergia investigativa finalizzata all’individuazione e al contrasto di articolati fenomeni criminali operanti nel settore degli investimenti abusivi, della truffa e del riciclaggio, a tutela dell’economia legale e del risparmio dei cittadini.

Al link le dichiarazioni del Tenente colonnello della GDF Michele Brunetti e del Dr Berbamo della Squadra Mobile Bergamo.

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Antonio Casablanca

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