Duplice trapianto di cuore al “Papa Giovanni XXIII” restituisce una seconda vita a due pazienti affetti da una severa cardiomiopatia

Un rarissimo doppio trapianto cardiaco, in simultanea, avvenuto al locale ospedale Papa Giovanni XXIII, ha restituito una seconda vita a due pazienti affetti da una simile e severa cardiomiopatia, una malattia del muscolo cardiaco che compromette progressivamente la funzionalità del cuore fino a renderne necessario l’inserimento in lista d’attesa per un trapianto.

Eccezionale duplice trapianto di cuore, in simultanea, al Papa Giovanni XXIII, restituisce la vita a un 40enne e a un 59enne.

Bergamo, giovedì 28 maggio 2026 – Un rarissimo doppio trapianto cardiaco, in simultanea, avvenuto al locale ospedale Papa Giovanni XXIII, ha restituito una seconda vita a due pazienti affetti da una simile e severa cardiomiopatia, una malattia del muscolo cardiaco che compromette progressivamente la funzionalità del cuore fino a renderne necessario l’inserimento in lista d’attesa per un trapianto.

Due pazienti in attesa di una nuova vita

Quella in parola, è la vicenda che ha accomunato due uomini, di 40 e 59 anni, entrambi in attesa di un nuovo cuore e sottoposti, nei giorni scorsi, ad un intervento eccezionale all’anzidetto nosocomio cittadino, dove i due pazienti, in lista a Bergamo, sono stati selezionati tra tutti quelli presenti nel database del sistema nazionale trapianti come possibili riceventi per i due cuori, verificata anche la compatibilità dei gruppi sanguigni.

Nella foto sopra: Amedeo Terzi in azione nel corso di un intervento al cuore.

Due trapianti di cuore in contemporanea

Ma per realizzare i due trapianti in sincronia restava da superare una sfida mai affrontata prima d’ora dall’ospedale: organizzare nella stessa notte due prelievi fuori regione e due trapianti di cuore in contemporanea, mobilitando due équipe di cardiochirurghi, anestesisti, perfusionisti e infermieri. Un’impresa complessa, resa possibile solo grazie alla disponibilità straordinaria di tutti gli specialisti coinvolti.

Il coordinamento del NITp e di AREU Lombardia

A rendere ancora più straordinario e unico l’intervento è stata la necessità di effettuare i prelievi nella notte in due diverse regioni italiane. Grazie al coordinamento del NITp – Nord Italian Transplant program e di AREU Lombardia, sono stati organizzati due voli dedicati, che hanno consentito ai cardiochirurghi di raggiungere rapidamente i due Ospedali del Centro e del Sud Italia: due specialisti sono partiti alle 4.45 del mattino, mentre un terzo collega è decollato 45 minuti più tardi con un secondo volo. Nelle due sale operatorie hanno lavorato contemporaneamente sette cardiochirurghi, tre anestesisti, tredici professionisti tra infermieri strumentisti, infermieri di anestesia e operatori socio-sanitari, oltre a quattro perfusionisti.

Le dichiarazioni

 «La complessità di interventi di questo tipo – spiega Amedeo Terzi (in foto), direttore del centro trapianti di cuore – risiede nella necessità di ridurre al minimo ogni possibile margine di errore. I due cuori sono arrivati contemporaneamente nell’area operatoria, per essere destinati a pazienti dello stesso sesso, di età adulta, con peso corporeo e patologie simili. Per garantire la massima sicurezza – prosegue Terzi – abbiamo predisposto percorsi completamente separati dall’inizio alla fine. Abbiamo affisso alle porte delle due sale operatorie cartelli segnaletici ben visibili per separare i percorsi. Abbiamo ripetuto più volte tutti i controlli previsti dai protocolli di sala operatoria. È stato uno sforzo fuori dalla normale routine. Un trapianto è un evento clinico che è possibile gestire con una programmazione su turni. Realizzare due trapianti in contemporanea – ha aggiunto il Direttore – ha richiesto la straordinaria disponibilità di tutti i cardiochirurghi dell’Ospedale. Vedere ora i due pazienti tornare insieme a una buona qualità di vita ci ripaga da qualsiasi fatica».

 Un ospedale ad elevata specializzazione cui si rivolgono pazienti da tutta Italia – commenta Francesco Locati (in foto), direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII – deve prepararsi per dare risposte ai bisogni di salute più complessi ed urgenti anche in situazioni del tutto fuori dall’ordinario. Non è la prima volta che i nostri professionisti offrono la massima disponibilità – continua il dg – per offrire ai pazienti una cura salvavita come il trapianto, trovandosi a mobilitare risorse in tempi stretti. Intendo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questa ulteriore dimostrazione di impegno con la consueta serietà, abnegazione e professionalità. Ritengo che la miglior rassicurazione, per chi si rivolge al nostro Ospedale e per tante famiglie – aggiunge – sia la certezza che il lavoro dei nostri professionisti si rivolga in ogni circostanza – per quanto straordinaria – al bene del paziente e alla sua qualità di vita,» conclude Francesco Locati.

Servizi sanitari che il Papa Giovanni XXIII non eroga più

Circa 7-8 anni fa – prima che si insediasse questa Giunta regionale – L’ospedale in questione, non solo operava a livello internazionale, a riguardo dei trapianti, ma offriva vari servizi all’utenza di un certo spessore, come analisi chimiche, TAC, RM e visite specialistiche che adesso non eroga più. In particolare i pazienti non dovevano attendere 6-7 ore al pronto soccorso prima di essere visitati.Quello che interessa maggiormente alla gente è il servizio sanitario, se poi viene incentivata la ricerca scientifica, come si suol dire: zucchero non guasta bevanda!
Non è la prima volta che i nostri lettori ci segnalano che i servizi erogati dall’ospedale Humanitas Gavazzeni, compreso quello del Pronto Soccorso, a parte che vengono realmente erogati, sono migliori.

Picture of Antonio Casablanca

Antonio Casablanca

Facebook
X
LinkedIn
Threads