Bortolotti è stato eletto rappresentante degli studenti nel Comitato Regionale di Coordinamento delle Università Lombarde (CRUL), l’organismo che riunisce i Rettori degli Atenei lombardi e coordina il sistema universitario regionale.
Bergamo, 7 maggio 2026 – Bortolotti, rappresentante degli studenti nel Senato Accademico dell’Università degli Studi di Bergamo, è stato eletto rappresentante degli studenti nel Comitato Regionale di Coordinamento delle Università Lombarde (CRUL), l’organismo che riunisce i Rettori degli Atenei lombardi e coordina il sistema universitario regionale.
Preferenze ottenute da Bortolotti
Bortolotti ha ottenuto oltre il 33% delle preferenze espresse dalla componente studentesca regionale. Il CRUL rappresenta 14 Atenei e più di 300mila studenti ed è uno dei principali tavoli di confronto sulle politiche universitarie lombarde, dal diritto allo studio all’orientamento, fino alla programmazione dell’offerta formativa.
Il divario di investimenti nel distretto allo studio
Tra i temi principali posti al centro del mandato vi è il diritto allo studio. Secondo i rappresentanti di Uni+, infatti, permane un forte divario negli investimenti regionali destinati agli studenti universitari, infatti in Lombardia gli investimenti per studente si attestano intorno ai 60 euro, contro i circa 190 euro dell’Emilia-Romagna. Negli ultimi anni diversi Atenei hanno dovuto integrare con risorse proprie le borse di studio non coperte dai fondi regionali. Questo rischia di trasformare il diritto allo studio in un diritto garantito solo dalle università che possono permetterselo.
La dichiarazione
“In un sistema universitario complesso – commenta Gabriele Bortolotti (in foto di copertina) – la rappresentanza studentesca ha il compito di portare all’attenzione delle istituzioni le difficoltà vissute quotidianamente dagli studenti e trasformarle in proposte concrete. I servizi per il diritto allo studio non sono privilegi, ma strumenti essenziali per garantire pari opportunità a studenti che spesso lavorano e affrontano importanti difficoltà economiche. aggiunge Bortolotti. Oggi – prosegue Bortolotti – molti studenti chiedono percorsi che offrano maggiori competenze pratiche e una preparazione più vicina alle esigenze del mercato del lavoro. La crescita degli ITS è un segnale che il sistema universitario deve saper leggere. L’università deve continuare a formare spirito critico e capacità di analisi ma allo stesso tempo interrogarsi su come rendere la propria offerta formativa più accessibile e vicina alle esigenze delle nuove generazioni,” conclude Bortolotti.