Desenzano, 16enne si tuffa nel Garda e non riemerge più: ripescato dalla guardia costiera in condizioni critiche

Il ragazzo si trovava in compagnia di amici, i quali si sono tuffati anche loro alla sua ricerca e, non avendolo trovato si sono rivolti alla Guardia Costiera del luogo che lo ha recuperato e portato a riva, in circostanze estreme.

Il ragazzo era su un pedalò con alcuni coetanei e si è tuffato in acqua senza più riemergere: adesso si trova in rianimazione con prognosi riservata.

Desenzano del Garda, 3 maggio 2026 – Tragico pomeriggio, quello di sabato scorso, subito dopo le 18, che ha visto un ragazzo di 16 anni, residente a Cividate, tuffarsi nelle acque del Garda senza più riemergere.

Il momento della tragedia 

Il ragazzo si trovava in compagnia di amici, i quali si sono tuffati anche loro alla sua ricerca e, non avendolo trovato si sono rivolti alla Guardia Costiera del luogo che lo ha recuperato e portato a riva, in circostanze estreme.

I soccorsi sanitari

Sul posto anche la Polizia di Stato e l’ambulanza del  118, al cui personale sanitario, la Guardia Costiera ha affidato il ragazzo esanime, nel tentativo di rianimarlo con il defibrillatore, ma poi considerate le sue gravi condizioni, è stato trasferito in elicottero agli Spedali Civili di Brescia al reparto di rianimazione, dove è stato ricoverato in prognosi riservata.

Probabile malore da shock termico

Molto probabilmente il ragazzo è stato vittima di shock termico (idrocuzione), noto anche come sincope da immersione: si tratta di un blocco respiratorio e cardiaco improvviso causato dall’impatto con acqua fredda. È uno shock termico in cui la differenza di temperatura provoca un riflesso vagale (rallentamento cardiaco) che può portare a perdita di coscienza e annegamento.

Le speranze di sopravvivenza in caso di sommersione

Purtroppo in tali condizioni le speranze di sopravvivenza sono minime, in quanto se non arriva ossigeno al cervello per 10- 15 minuti, la sopravvivenza è estremamente rara: le cellule cerebrali vanno in necrosi e anche se si dovesse verificare la sopravvivenza di un soggetto, questi subirebbe effetti irreversibili celebrati.

Adesso si spera spera a un “miracolo” derivante dalle cure sanitarie del reparto di rianimazione degli Spedali Civili.

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Antonio Casablanca

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