Valbondione, muore 37enne escursionista colpito da un masso che gli recide l’arteria della gamba

L'escursionista che ha perso la vita in montagna a Valbondione, intorno alle 7.30 del mattino, si chiamava Evar Cortinovis ed era un esperto alpinista. Abitante a Gazzaniga, era sposato e padre di un bimbo di due anni.

Colpito da un masso alla gamba che gli recide l’arteria femorale: muore 37enne
escursionista alla Conca dei Giganti.

Valbondione, 19 aprile 2026 – L’escursionista che ha perso la vita in
montagna a Valbondione, intorno alle 7.30 del mattino, si chiamava Evar
Cortinovis ed era un esperto alpinista. Abitante a Gazzaniga, era sposato e
padre di un bimbo di due anni.

I compagni di escursione di Cortinovis

Evar Cortinovis era dipendente delle “Ovs-Officine Valseriana Spa” di Vertova,
in qualità di tecnico, e al momento della tragedia si trovava nella Conca dei Giganti,
insieme a un uomo e una donna, anche loro escursionisti, sopra il rifugio Mario
Merelli.

Il fatale ferimento del masso

Improvvisamente alcuni massi si sono staccati dalla roccia e uno di questi ha colpito
Cortinovis alla gamba destra, provocandogli il taglio dell’arteria femorale dalla quale
è scaturita una copiosa emorragia che, in poco tempo, l’ha portato alla morte per
dissanguamento. In questi casi la coscia del ferito avrebbe dovuto essere stretta con
una cinghia, anche dei pantaloni, oppure con della corda, per diminuire l’uscita del
sangue, ma questo lo sanno fare soltanto i sanitari.

L’arrivo dei soccorsi

Scattato l’allarme del 112, sul posto sono arrivati due elicotteri, uno decollato da
Sondrio mentre l’altro dall’ospedale Papa Giovanni XXIII; quest’ultimo ha operato in
sinergia con il Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico di
Valbondione, riuscendo a soccorrere i tre escursionisti, portandoli a valle, ma per uno
di loro, ovvero per Cortinovis, non c’è stato nulla da fare in quanto la copiosa
emorragia gli è stata fatale. Gli altri due escursionisti invece, rimasti illesi, se la sono
cavata con un grande spavento.

L’incarico ai carabinieri per la ricostruzione della tragedia

Ai carabinieri della Compagnia di Clusone è stato affidato il compito del magistrato
di ricostruire la dinamica dell’evento funesto a causa del quale un padre di famiglia ha
perso la vita. La salma dello sfortunato alpinista si trova tuttora nella camera mortuaria dell’ospedale Locatelli
di Piario, dove dopo il riconoscimento dei familiari verrà restituita alla moglie per i
funerali.

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Antonio Casablanca

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