Morte cardiaca improvvisa: impiantato al “Papa Giovanni XXIII” l’elettrocatetere transvenoso più piccolo al mondo

Il nuovo elettrocatetere rappresenta un significativo avanzamento nella gestione delle aritmie potenzialmente letali. Con un diametro di soli 1,5 millimetri, e grazie a una struttura priva di spazi vuoti interni, è attualmente il più piccolo elettrocatetere da defibrillazione disponibile.

Impiantato all’ospedale Papa Giovanni XXIII l’elettrocatetere transvenoso da defibrillazione per la morte cardiaca improvvisa.

Bergamo, lunedì 30 aprile 2026 – A poche settimane dall’autorizzazione degli enti regolatori europei all’utilizzo nella pratica clinica dell’elettrocatetere transvenoso da defibrillazione più piccolo al mondo, nella giornata odierna sono stati eseguiti i primi due interventi in Italia – tra i primi a livello internazionale – con tale dispositivo di ultima generazione.

Intervento eseguito dall’équipe di Elettrofisiologia

I pazienti trattati sono due giovani ad altissimo rischio di aritmie, condizioni associate a un elevato rischio di morte cardiaca improvvisa. Il duplice intervento è stato eseguito con successo all’ospedale di Bergamo dall’équipe dell’Elettrofisiologia, Unità diretta da Paolo De Filippo e afferente al Dipartimento Cardiovascolare.

Cos’è la morte cardiaca improvvisa

La morte cardiaca improvvisa, da non confondere con l’infarto miocardico, è una condizione in cui il cuore cessa improvvisamente di pompare sangue. Determina perdita di coscienza e, in assenza di intervento, il decesso entro 5–10 minuti. La causa più frequente è rappresentata da aritmie ventricolari rapide, come tachicardia ventricolare (VT) o fibrillazione ventricolare (VF).

Una delle principali cause di morte al di sotto dei 60 anni

Questa condizione rappresenta circa il 50% dei decessi per malattie cardiovascolari ed è una delle principali cause di morte al di sotto dei 60 anni. In Europa si stimano circa 400.000 arresti cardiaci ogni anno, di cui circa 60.000 in Italia. In assenza di defibrillazione tempestiva, la sopravvivenza è inferiore al 10%. I defibrillatori impiantabili hanno il compito di riconoscere e interrompere le aritmie ventricolari potenzialmente fatali mediante l’erogazione di uno shock elettrico.

Il più piccolo elettrocatetere da defibrillazione al mondo

Il nuovo elettrocatetere (nella foto sotto) rappresenta un significativo avanzamento nella gestione delle aritmie potenzialmente letali. Con un diametro di soli 1,5 millimetri, e grazie a una struttura priva di spazi vuoti interni, è attualmente il più piccolo elettrocatetere da defibrillazione disponibile.

Funzioni del dispositivo

Oltre alle dimensioni ridotte, il dispositivo svolge una funzione cruciale: monitora in modo continuo ogni battito cardiaco per tutta la vita del paziente ed eroga, quando necessario, lo shock salvavita generato dal defibrillatore impiantabile (ICD) o dal dispositivo di resincronizzazione cardiaca con defibrillatore (CRT-D). Per questo motivo, la sua affidabilità nel lungo periodo è un elemento determinante.

Lo studio clinico globale LEADR Pivotal

L’Ospedale Papa Giovanni XXIII è tra i primi centri al mondo a introdurre questa tecnologia, destinata ai pazienti a rischio di morte cardiaca improvvisa candidati a impianto di defibrillazione. Il dispositivo ha infatti ottenuto di recente la marcatura CE sulla base dei risultati dello studio clinico globale LEADR Pivotal, che ne ha dimostrato sicurezza ed efficacia nei pazienti ad alto rischio aritmico. Lo studio, avviato nel 2021, ha visto l’Ospedale Papa Giovanni XXIII come unico centro italiano partecipante.

Paolo De Filippo membro del board internazionale

Paolo De Filippo è stato l’unico aritmologo italiano selezionato come membro del board internazionale, composto da sei esperti, con il compito di disegnare e coordinare il progetto. Nell’ambito dello studio sono stati eseguiti con questo dispositivo 675 impianti su pazienti ad alto rischio di aritmia, 22 dei quali all’Ospedale Papa Giovanni XXIII. I risultati ottenuti hanno portato, nel febbraio 2026, all’autorizzazione all’utilizzo clinico del dispositivo da parte delle autorità regolatorie europee. Oggi sono stati, quindi, effettuati i primi interventi al di fuori del contesto sperimentale.

Le dichiarazioni

Poter utilizzare questo nuovo elettrocatetere – ha spiegato Paolo De Filippo (nella foto di copertina) – consente di offrire trattamenti sempre più personalizzati ai pazienti con aritmie potenzialmente pericolose per la vita. Il ruolo di coordinamento nello studio – ha proseguito De Filippo – rappresenta un riconoscimento dell’elevato livello di esperienza e competenza della nostra équipe e della sinergia con tutte le professionalità del Dipartimento cardiovascolare, con cui collaboriamo quotidianamente nella cura di pazienti adulti e pediatrici”.

Tra le principali opportunità offerte da questi dispositivi di nuova generazione – ha commentato Paola Ferrari (nella foto di copertina), aritmologa dell’Unità di Elettrofisiologia – vi è il trattamento della popolazione pediatrica. La struttura sottile, associata a un’elevata resistenza alla rottura, offre vantaggi significativi in pazienti con vasi di piccolo calibro e lunga aspettativa di vita. È noto, infatti, che i pazienti pediatrici presentano un rischio maggiore di complicanze nel lungo periodo, anche per la maggiore probabilità di deterioramento del catetere,” ha concluso Paola Ferrari.

Il dispositivo è attualmente l’unico al mondo ad aver ottenuto l’approvazione della FDA negli Stati Uniti per l’impiego anche in pazienti pediatrici a partire dai 12 anni.

Picture of Antonio Casablanca

Antonio Casablanca

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