Un contesto ambientale significativo della città, reso possibile grazie a circa 3 ettari di aree boschive concesse al Comune di Bergamo, in comodato d’uso, dalla Fondazione MIA.
Bergamo, 26 marzo 2026 – E’ stata presentata ieri pomeriggio nella Valle della Biodiversità di Astino la prima Tartufaia della città, un intervento che rafforza la vocazione naturalistica, educativa e culturale di uno dei contesti ambientali più significativi della città.
Le personalità intervenute all’inaugurazione
Sono intervenuti l’assessora alla Transizione ecologica, Ambiente e Verde Oriana Ruzzini; il direttore dell’Orto Botanico Gabriele Rinaldi; il presidente dell’Associazione Tartufai Bergamaschi Pino Ciocchetti e il consigliere regionale Giovanni Malanchini.
La nascita della tartufaia
La realizzazione della Tartufaia si inserisce in un percorso di crescita e ampliamento della sezione dell’Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota” ad Astino avviato nel corso degli anni, offrendo maggiore continuità e respiro all’intera valle e integrando le diverse funzioni già presenti, dalle balze coltivate al vigneto biodiverso al Parco Apistico. Il progetto nasce dalla collaborazione con l’Associazione Tartufai Bergamaschi.
La messa a dimora delle piante tartufigene
Nei mesi scorsi sono state messe a dimora 30 piante tartufigene micorizzate di un anno, 16 piante micorizzate con tartufo scorzone o estivo (Tuber aestivum), 4 noccioli, 10 carpini neri e 4 bianchi, 9 roverelle e 3 lecci, 14 piante micorizzate con tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum).
Il costo dei lavori
Le analisi chimico-fisiche del suolo avevano infatti evidenziato condizioni favorevoli alla coltivazione del tartufo. La preparazione del terreno ha quindi richiesto esclusivamente la lavorazione del terreno, arricchito con carbonato di calcio da miscelare al terreno esistente.I lavori, eseguiti dall’impresa Paulonia, hanno comportato un investimento complessivo di 7.000 euro.
Le dichiarazioni
“I primi tartufi nasceranno tra alcuni anni – dichiara Oriana Ruzzini (in foto), Assessora alla Transizione ecologica, Ambiente e Verde – ma già da ora vogliamo valorizzare, anche nella Valle della Biodiversità, una tradizione bergamasca di nicchia che merita di essere conosciuta e trasmessa. Quello della tartufaia comunale è un percorso che entra nella sua fase operativa – prosegue Ruzzini – inserendosi in modo naturale nell’ampliamento dell’Orto Botanico e nella sua vocazione educativa e scientifica. Come ogni area dell’Orto, anche la tartufaia sarà accompagnata da un percorso didattico, pensato per le scuole e per i visitatori – aggiunge l’assessora – per conoscere le specie autoctone e comprendere i processi simbiotici che rendono possibile la nascita del tartufo: un prodotto prezioso, espressione della biodiversità e della qualità della nostra tradizione gastronomica di città creativa dell’Unesco”.
“Con questo nuovo settore della Valle della Biodiversità – commenta Gabriele Rinaldi (in foto), Direttore dell’Orto Botanico – introduciamo un tema affascinante come quello dei tartufi, funghi ipogei, particolari sia dal punto di vista alimentare sia biologico. La loro esistenza è strettamente legata a una relazione di simbiosi con gli alberi: attraverso le radici si sviluppa un rapporto reciproco, l’ectomicorriza, che consente a entrambi di trarre beneficio. Anche la loro diffusione – continua il Direttore – segue dinamiche naturali molto interessanti: alcuni animali, come cinghiali, piccoli roditori, lumache e alcuni insetti si nutrono dei tartufi e contribuiscono poi, inconsapevolmente, alla dispersione delle spore nel bosco,” conclude Gabriele Rinaldi.
