Chiari, sequestrato impianto di biogas per gestione illecita di rifiuti: coinvolta anche la Bergamasca

Il digestato, materiale di scarto delle lavorazioni è stato sparso nei terreni agricoli e, addirittura, nei canali di scolo in otto comuni della bergamasca e del bresciano. In Bergamasca risulta essere coinvolto il Comune di Calcio, gli altri comuni sono Chiari, Urago d’Oglio, Pontoglio, Rudiano, Castelcovati, Palazzolo sull’Oglio, Coccaglio.

Materiale di scarto è stato sparso in terreni agricoli e in canali di otto Comuni della Bergamasca e del Bresciano, soprattutto in quello di Calcio.

Bergamo, 4 febbraio 2026 – Scoperto dai carabinieri Forestale di Brescia e Arpa Lombardia – Dipartimento di Brescia un Traffico illecito di rifiuti per oltre 209mila metri cubi il cui volume potrebbe riempire 8,6 campi da calcio di misura standard.

I comuni della Bergamasca coinvolti nel traffico di rifiuti

Il digestato, materiale di scarto delle lavorazioni è stato sparso nei terreni agricoli e, addirittura, nei canali di scolo in otto comuni della bergamasca e del bresciano. In Bergamasca risulta essere coinvolto il Comune di Calcio, gli altri comuni sono Chiari, Urago d’Oglio, Pontoglio, Rudiano, Castelcovati, Palazzolo sull’Oglio, Coccaglio.

Inattivato l’impianto di abbattimento dell’azoto.

Enon solo: secondo quanto emerso dalle indagini delle forze dell’ordine, dal 2021 al 2024, l’azienda in questione, al fine di aumentare i profitti della produzione energetica avrebbe inattivato l’impianto di abbattimento dell’azoto.

Il sequestro dell’impianto di biogas

I militari hanno sequestrato un impianto di biogas a Chiari dietro la decisione del Gip del Tribunale di Brescia e su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, coordinatrice delle indagini, che hanno portato agli amministratori di una società operante, nel settore della produzione di energia rinnovabile da biogas.

Gli indagati

Cinque persone risultano iscritte nel registro degli indagati per il traffico illecito di rifiuti, smaltimento illecito, falso in atto pubblico e impedimento al controllo dell’impianto. La società sarebbe altresì responsabile di danno ambientale e concorrenza sleale per il proprio vantaggio economico.

Sequestro preventivo di beni

Oltre al sequestro dell’impianto di biogas, con nomina di un amministratore giudiziario, i carabinieri hanno effettuato anche il sequestro preventivo di beni equivalenti a 1.249.335 euro.

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Antonio Casablanca

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