Indagine dei ricercatori dello IEO e dell’università di Novara sul ruolo della metilazione del DNA nel sangue.
Milano, 14 gennaio 2026 – I ricercatori dello IEO e dell’università di Novara hanno indagato il ruolo della metilazione del DNA nel sangue, un meccanismo biologico che regola l’espressione dei geni, come possibile strumento per predire la recidiva del tumore al seno.
Cos’è la metilazione del DNA nel sangue?
È un meccanismo biologico che regola l’espressione dei geni. Svolge un ruolo importante nei processi fisiologici e patologici dell’organismo umano. Negli ultimi anni, la Ricerca oncologica ha iniziato a studiarla anche come possibile strumento per comprendere meglio l’evoluzione del tumore al seno e il rischio di recidiva.
La metilazione del DNA nel sangue
Può predire la recidiva del tumore al seno? A questa domanda hanno cercato di rispondere i ricercatori dell’Università di Novara e della Divisione di Prevenzione e Genetica Oncologica dell’Istituto Europeo di Oncologia, coordinati dalla Dott.ssa Sara Gandini, Group Leader del Dipartimento di Oncologia Sperimentale IEO.
Metilazione del DNA e biomarcatori tumorali
La metilazione del DNA svolge un ruolo critico nella fisiopatologia umana perché regola l’espressione genica. Numerosi studi ne hanno analizzato il potenziale come biomarcatore tumorale. Alcuni biomarcatori basati sulla metilazione del DNA nel tessuto tumorale sono già utilizzati come test clinici.
Ricerche precedenti hanno inoltre osservato livelli anomali ed elevati di metilazione del DNA in campioni di tumore al seno triplo negativo prelevati da pazienti che hanno sviluppato una recidiva. Questi risultati suggeriscono che i biomarcatori basati sulla metilazione del DNA possano essere utili non solo per la diagnosi, ma anche per stimare il rischio di recidiva.se
Perché studiare la metilazione del DNA nel sangue
Altri studi hanno dimostrato che i pattern di metilazione del DNA nei globuli bianchi permettono di distinguere le pazienti nelle fasi iniziali della malattia dai controlli sani. Questo ha aperto nuove prospettive per l’utilizzo dei biomarcatori basati sulla metilazione del DNA anche in esami non invasivi, come la biopsia liquida.
In questo contesto, la metilazione del DNA nel sangue rappresenta un ambito di grande interesse per la Ricerca sul tumore al seno e per la predizione della recidiva.
L’analisi esplorativa
I ricercatori hanno analizzato la metilazione del DNA in campioni di sangue periferico di pazienti sottoposte a consulenza oncogenetica presso IEO per tumore al seno tra il 2001 e il 2015. Le pazienti sono state seguite nel tempo per il loro follow up clinico. Lo studio ha incluso pazienti con una diagnosi primaria di tumore al seno e un risultato non informativo al test genetico BRCA1 e BRCA2. I ricercatori hanno confrontato 63 pazienti, della stessa, età che avevano sviluppato una recidiva almeno sei mesi dopo l’intervento chirurgico con 120 controlli sani. In generale, ogni paziente è stata confrontata con due soggetti di controllo.
I risultati sull’analisi della metilazione del DNA
Il profilo di metilazione del DNA è stato analizzato su tre diversi livelli. I ricercatori hanno esaminato i singoli siti di metilazione, le regioni genomiche, che includono più siti, e i grandi blocchi genomici composti da gruppi di siti CpG.
L’analisi dei singoli siti non ha evidenziato differenze statisticamente significative tra i due gruppi. Al contrario, l’analisi delle regioni genomiche ha individuato tre regioni in cui il profilo di metilazione risultava diverso nelle pazienti che avevano sviluppato una recidiva rispetto ai controlli.
L’analisi dei blocchi genomici più estesi
Queste tre regioni genomiche sono risultate associate alla recidiva e presentavano livelli di metilazione differenti. L’analisi dei blocchi genomici più estesi non ha invece mostrato differenze statisticamente significative, pur individuando una regione con un diverso livello di metilazione.
Analisi predittive e machine learning
I ricercatori hanno utilizzato strumenti di machine learning per calcolare specifici score di metilazione e analizzare la relazione tra la metilazione del DNA e fattori come il fumo, l’età epigenetica e la concentrazione di alcuni biomarcatori nel sangue. Da queste analisi non sono emerse differenze statisticamente significative tra pazienti e controlli. Alcuni score di metilazione, pur senza raggiungere la significatività statistica, hanno mostrato una debole capacità di predire la recidiva. Tale risultato indica la necessità di ulteriori studi.
La metilazione del DNA nel sangue e il rischio di recidiva del tumore al seno
Nel complesso, anche se l’analisi dei singoli siti non ha evidenziato differenze significative, l’analisi delle regioni genomiche ha mostrato una correlazione statisticamente significativa tra la metilazione del DNA nel sangue e il rischio di recidiva del tumore al seno. Questi risultati suggeriscono che specifici pattern di metilazione del DNA nel sangue potrebbero in futuro diventare biomarcatori non invasivi utili nella gestione clinica delle pazienti, soprattutto in assenza di mutazioni nei geni BRCA.