Risolto il giallo dell’omicidio di Taleggio: ucciso dentro casa e il cadavere lasciato in strada

Risolto il mistero del cadavere di Taleggio: l’egiziano trovato morto in strada a Taleggio. Si suppone che il delitto sia avvenuto a Verdellino, nella mattinata di domenica scorsa, per il quale è stato fermato dai carabinieri un cittadino tunisino, Nouri Hedhili di 53 anni, da anni residente a Verdellino, che risulta avere avuto rapporti di lavoro con la vittima, il cui cadavere è stato da lui trasportato a bordo del suo furgoncino Renault, per 40 chilometri e poi l'ha abbandonato in strada a Taleggio.

Egiziano ucciso in casa e il cadavere trasportato per ore in furgone e poi abbandonato sull’asfalto a Taleggio.

Bergamo, 8 gennaio 2026 – Risolto il mistero del cadavere di Taleggio: l’egiziano trovato morto in strada a Taleggio. Si suppone che il delitto sia avvenuto a Verdellino, nella mattinata di domenica scorsa, per il quale è stato fermato dai carabinieri un cittadino tunisino, Nouri Hedhili di 53 anni, da anni residente a Verdellino, che risulta avere avuto rapporti di lavoro con la vittima, il cui cadavere è stato da lui trasportato a bordo del suo furgoncino Renault, per 40 chilometri e poi l’ha abbandonato in strada a Taleggio.

Possibile causa del delitto

Il delitto, come accennato, si sarebbe consumato nell’abitazione del tunisino, domenica 4 gennaio, in via Galliano a Verdellino, dove si suppone che il 43enne egiziano Hassan Saber Qamer Ahmed Matried, dopo essere stato ucciso con un colpo contundente alla testa, sia stato avvolto nelle coperte, caricato sul furgoncino e abbandonato a Taleggio: qui è stato ritrovato il giorno seguente, poco dopo le 8, sulla provinciale 25 da un automobilista di passaggio che ha dato l’allarme alle forze dell’ordine.

La versione dei fatti del tunisino

Per l’uomo, che risulta incensurato, martedì scorso si sono aperte le porte del carcere di via Gleno a Bergamo con l’accusa di omicidio, dove è ha  stato interrogato dal pm al quale ha riferito, con diverse contraddizioni, che l’egiziano è stato vittima di una caduta accidentale, risultata fatale, mentre eseguivano insieme lavori edili ed, essendo responsabile come datore di lavoro, ha deciso di liberarsi del cadavere. Versione quest’ultima ritenuta dal magistrato poco attendibile.

L’autopsia programmata per domani al “Papa Giovanni”

Qualcosa in più si saprà domani mattina quando verrà eseguito l’esame autoptico sulla salma all’ospedale Papa Giovanni XXIII, che dovrà chiarire la causa della vistosa ferita alla testa.

(Notizie di Bergamo e provincia)

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Antonio Casablanca

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