Inaugurata la “Corte Gentile”, immobile dedicato al progetto di co-housing tra persone anziane e quelle con disabilità o fragilità

L’obiettivo generale è quello di sperimentare un modello di abitare collaborativo e inclusivo in grado di contrastare la perdita di autonomie, prevenire il disagio sociale e sanitario, sostenere percorsi di vita autonoma e partecipata per anziani e persone con disabilità. Entrambi i percorsi rientrano in progetti di vita personalizzati, definiti in raccordo con famiglie, servizi sociali e rete sociosanitaria.

 Il progetto di co-housing e’ finanziato con fondi del PNRR , l’immobole e’ ubicato in via San Bernardino, 59 in Bergamo.

Bergamo, 28 novembre 2025 – È stata inaugurata, oggi, in via San Bernardino 59, “La corte gentile”, il progetto di housing sociale nasce nell’ambito del percorso di innovazione sociale e rigenerazione urbana del Comune di Bergamo, in collaborazione con Consorzio RIBES, Cooperativa Lavorare Insieme e Cooperativa San Martino Progetto Autonomia.

Le nuove forme di abitare nel sociale

Il quadro demografico cittadino evidenzia una crescita strutturale della popolazione anziana: quasi il 25% dei residenti è over 65, con una previsione di incidenza intorno al 33% nel 2040, pari a oltre 40.000 persone nella sola città. Parallelamente, le politiche nazionali e locali (PNRR, progetti di “Percorsi di autonomia per persone con disabilità”) promuovono nuove forme di abitare nel sociale che coniugano autonomia, inclusione e presa in carico personalizzata. In questo contesto, l’ex sede ACLI viene trasformata in un luogo abitato e aperto alla comunità, pensato come una vera e propria corte, dove gli spazi favoriscono incontro, prossimità e relazioni di vicinato.

Lo stabile ospita tre unità abitative così organizzate:

– Co-housing Over 65 – due appartamenti autonomi, ciascuno con quattro posti letto, destinati a persone anziane parzialmente autosufficienti (8 posti complessivi);
– Unità per l’autonomia delle persone con fragilità – un appartamento per sei adulti con disabilità o fragilità psico-fisiche, composto da tre stanze doppie, zona giorno, quattro bagni e uno spazio multifunzionale.

L’housing sociale sperimentale

L’intervento è configurato come housing sociale sperimentale, in cui la casa non è un servizio chiuso, ma un presidio inclusivo inserito nella vita del quartiere e della città.

L’obiettivo del progetto 

L’obiettivo generale è quello di sperimentare un modello di abitare collaborativo e inclusivo in grado di contrastare la perdita di autonomie, prevenire il disagio sociale e sanitario, sostenere percorsi di vita autonoma e partecipata per anziani e persone con disabilità. Entrambi i percorsi rientrano in progetti di vita personalizzati, definiti in raccordo con famiglie, servizi sociali e rete sociosanitaria.

La logica di sostegno domiciliare

Per quello del co-housing Over 65, la finalità specifica consiste nel realizzare due unità abitative di piccole dimensioni, dotate di soluzioni tecnologiche avanzate (domotica, sensori, dispositivi di controllo ambientale ed energetico) finalizzate a sostenere le autonomie residue e favorire il risparmio energetico, a garantire una presa in carico assistenziale, animativa, sociale e sanitaria secondo una logica di sostegno domiciliare; potenziare la rete dei servizi alla domiciliarità e integrare la sperimentazione nella rete sociale e sociosanitaria cittadina attraverso accordi e convenzioni.

Il modello prevede:

– unità abitative per piccoli gruppi, per favorire relazioni significative.
– tecnologie dedicate: teleassistenza, dispositivi di controllo ambientale, rilevazione parametri personali, collegamento a centrale operativa, telemonitoraggio.
– una rete professionale garantita dal finanziamento PNRR: responsabile, project manager, case manager, ASA/assistente familiare.
– accessi periodici di infermiere e OSS garantiti dal partner di teleassistenza.
Il co-housing over 65 è parte della rete cittadina dei servizi alla domiciliarità e delle politiche per l’invecchiamento attivo.

I costi del progetto

Costi progetto: complessivi 415.141,12€, di cui 378.641,12 per lavori e € 365.000 per la gestione.
Riguardo invece l’unità per l’autonomia delle persone con disabilità o fragilità, l’intento è quello di ri-significare il concetto di abitare per persone con disabilità, favorendo esperienze di vita al di fuori del contesto genitoriale e promuovendo protagonismo, emancipazione e nuove autonomie. Ma non solo: proporre la casa come passaggio significativo nel progetto di vita, mantenendo legami con comunità, contesti lavorativi, formativi e relazionali, rendendo l’appartamento un bene comune della cittadinanza, luogo di scambio, inclusione e solidarietà.

Il progetto prevede:

un appartamento per sei persone, con spazi privati e comuni in un contesto urbano con funzione di presidio inclusivo.
– la presenza di educatori co-abitanti, “custodi di tragitti esistenziali”, che sostengono il clima familiare, la convivenza e la crescita personale.
– una presa in carico continuativa orientata alla relazione autentica, alla cura reciproca e alla partecipazione alla vita comunitaria.
L’unità per le persone con fragilità si inserisce all’interno del programma nazionale “Percorsi di autonomia per persone con disabilità”.
Costi progetto: 278.753,13€ complessivi, di cui 218.753,13€ per i lavori e 60.000€ per la gestione.

I protagonisti della nascita del progetto

Il progetto è frutto di una co-progettazione tra: Comune di Bergamo, titolare delle politiche abitative e sociali, beneficiario dei fondi PNRR; Consorzio RIBES: coordinamento di area e raccordo con la rete territoriale; Cooperativa Lavorare Insieme, responsabile del co-housing over 65, dello scouting territoriale, dell’attivazione delle reti di sostegno e della gestione dell’équipe professionale; Cooperativa San Martino Progetto Autonomia, responsabile dei percorsi di autonomia per persone con disabilità.

La dichiarazione

 “Abbiamo inaugurato La Corte Gentile – commenta Marcella Messina (in foto), assessora alle politiche sociali, sport salute e longevità – un luogo che non è soltanto una casa, ma un nuovo modo di immaginare la comunità. Grazie al sostegno dei fondi PNRR, questo progetto di co-housing apre le porte a un modello innovativo di housing sociale, dove la cura reciproca e la solidarietà diventano parte integrante della vita quotidiana del quartiere e della città. La sfida è stata prima di tutto la scelta di far convergere due diversi filoni di intervento, quello per gli over-65 e quello per le fragilità e le disabilità originariamente separati, sperimentando una possibile convivenza in contesti abitativi indipendenti ma contigui, immaginando quindi che questa condivisione possa generare qualcosa di virtuoso per entrambe le dimensioni. La Corte Gentile – prosegue l’assessora – nasce con un obiettivo chiaro e profondamente umano: offrire a persone anziane e a persone fragili o con disabilità un ambiente abitativo che accolga, sostenga e valorizzi le loro capacità. Un modello di abitare collaborativo e inclusivo, in grado di contrastare la perdita di autonomia, prevenire il disagio sociale e sanitario, e accompagnare percorsi di vita piena, attiva e partecipata. Qui, ogni persona è protagonista del proprio progetto di vita. I percorsi sono personalizzati – continua – costruiti insieme alle famiglie, ai servizi sociali e alla rete sociosanitaria, affinché ogni scelta sia condivisa e ogni bisogno ascoltato. A questo si affianca una presa in carico integrata – assistenziale, animativa, sociale – e l’utilizzo della domotica come strumento di supporto all’autonomia e alla sicurezza. La Corte Gentile è un presidio inclusivo: un luogo aperto, che dialoga con la comunità circostante, che crea relazioni, che genera opportunità. Un’esperienza che guarda al futuro e che restituisce dignità, serenità e appartenenza a chi lo abita. Celebriamo non solo l’inaugurazione di uno spazio – aggiunge – ma la nascita di una nuova visione di città: più attenta, più solidale, più umana. Diamo il benvenuto a La Corte Gentile e a tutte le persone che contribuiranno a renderla un luogo vivo e di comunità,” conclude Marcella Messina.

Picture of Antonio Casablanca

Antonio Casablanca

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