Scoperto nuovo farmaco per il tumore al seno in metastasi

A confermare il valore del farmaco è lo studio clinico internazionale EMERALD, che ha coinvolto quasi 500 pazienti con tumore al seno avanzato o metastatico, già trattate con almeno una terapia ormonale. I risultati hanno mostrato che nelle pazienti con mutazione ESR1, il farmaco ha rallentato significativamente la progressione della malattia rispetto alle terapie standard.

Novità per le donne con un tumore al seno metastatico, la cui gestione quotidiana della malattia può presentare alcune difficoltà. Scoperto nuovo farmaco.

Milano, 23 agosto 2025 – A dare la notizia è l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano: le terapie disponibili per il tumore al seno sono efficaci, ma spesso per un tempo limitato. Infatti dopo un periodo di tempo, la malattia può evolvere e diventare più difficile da controllare. In questi casi, le opzioni terapeutiche si riducono.

Il nuovo farmaco

Oggi, però, è disponibile una possibilità, ovvero un nuovo farmaco: “elacestrant“, recentemente approvato anche in Italia. La sua efficacia risiede nel colpire un punto critico del tumore che fino a poco tempo fa era difficile da trattare: le mutazioni a carico del gene che codifica per il recettore degli estrogeni, noto come ESR1. Tale trattamento è indicato per pazienti che hanno già ricevuto almeno una linea di terapia ormonale e che hanno visto la malattia riprendere a progredire.

Il tumore cambia e la medicina si adatta

 La capacità dei tumori di mutare, nel corso del tempo, ed eludere le cure, è uno dei problemi più grandi a cui va incontro la Ricerca medico-scientifica. Lo spiega in modo chiaro e con parole semplici, il professor Nicola Fusco (in foto), Direttore della Divisione di Anatomia Patologica presso l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano:
«Le ricerche hanno dimostrato che, durante il trattamento, i tumori possono andare incontro a cambiamenti genetici – spiega Nicola Fusco – noti come mutazioni. Tra queste, un ruolo particolarmente rilevante è svolto dalle mutazioni del gene ESR1. Queste alterazioni permettono al tumore di continuare a crescere anche in presenza di terapie endocrine – continua il Direttore – rendendolo resistente ai trattamenti convenzionali. È proprio per contrastare queste mutazioni che si attiva il farmaco, che risulta capace di riconoscere e disattivare quel recettore, rendendo nuovamente vulnerabile il tumore,” aggiunge Nicola Fusco.

Una nuova classe di farmaci: SERD orali

Trattasi di nuovi farmaci, chiamati SERD orali, che degradano i recettori degli estrogeni, impedendo così alle cellule tumorali di continuare a moltiplicarsi. Ma ciò che li rende davvero innovativi è l’efficacia documentata anche in presenza della mutazione ESR1.

La terapia in modo mirato

La differenza con le terapie precedenti non riguarda solo di prolungare la risposta alla terapia, ma di farlo in modo mirato, personalizzato ed efficace, assumendo una compressa al giorno, rendendo così la terapia meno invasiva, più gestibile e più rispettosa della quotidianità delle pazienti.

I risultati dello studio EMERALD

A confermare il valore del farmaco è lo studio clinico internazionale EMERALD, che ha coinvolto quasi 500 pazienti con tumore al seno avanzato o metastatico, già trattate con almeno una terapia ormonale. I risultati hanno mostrato che nelle pazienti con mutazione ESR1, il farmaco ha rallentato significativamente la progressione della malattia rispetto alle terapie standard.

Una diagnosi più precisa, grazie alla biopsia liquida

Per stabilire se una paziente può trarre beneficio dal nuovo farmaco, è fondamentale sapere se è presente la mutazione ESR1. Per farlo, oggi, esiste un test semplice, veloce e poco invasivo: la biopsia liquida, che analizza il DNA tumorale circolante nel sangue. È una delle grandi innovazioni della medicina di precisione, che consente di adattare le terapie all’evoluzione del tumore nel tempo, proprio come spiegato dal Professor Fusco.

Il farmaco sarà rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale

L’approvazione da parte dell’AIFA è arrivata un mese fa e il farmaco sarà rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale. È prodotto in Italia e potrà essere prescritto alle pazienti che presentano la mutazione ESR1 dopo fallimento di una terapia endocrina precedente.

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Antonio Casablanca

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