
L’esposizione di Mario Sironi, “Il volto austero della pittura” consente ai visitatori un’immersione nei due principali ambiti dell’attività sironiana, quello pubblico, certamente più impegnato – rappresentato da bozzetti e cartoni per opere monumentali, commissionate dallo Stato fascista – e quello privato che raccoglie opere da cavalletto, disegni, schizzi, tavole per illustrazioni.
Bergamo, 2 maggio 2019 – La Fondazione Credito Bergamasco dedica la consueta mostra primaverile a Mario Sironi (Sassari, 1885 – Milano, 1961), artista di spicco della figurazione del Novecento. Da diversi anni la Fondazione persegue l’obiettivo di valorizzare, divulgare e talvolta riscoprire figure e raggruppamenti artistici particolarmente significativi della storia italiana del XX secolo. Mario Sironi. Il volto austero della pittura si inserisce in questo pluriennale progetto che, per l’occasione, vede la collaborazione del Banco BPM – con importanti opere provenienti dalle sue collezioni storiche – e il generoso prestito di collezionisti e operatori privati.
Angelo Piazzoli, segretario generale della Fondazione Credito Bergamasco e curatore della mostra insieme a Paola Silvia Ubiali, ricorda che «all’inizio degli anni Sessanta, l’allora Banca Popolare di Milano, grazie alla lungimiranza del suo Presidente Domenico Barbero, acquisì per la sua collezione un importante nucleo di opere di Mario Sironi. A questi dodici lavori di medio formato se ne aggiunsero in seguito altri tre di notevoli dimensioni, interessanti esempi dell’attività “monumentale” a cui l’artista si dedicò con grande energia negli anni Trenta.Nell’ambito di uno storico percorso, che da tempo perseguiamo, rivolto alla valorizzazione culturale e alla divulgazione del patrimonio artistico del nostro Paese – continua – con la mostra Mario Sironi. Il volto austero della pittura presentiamo a Bergamo importanti testimonianze visive sull’artista in continuità con un’esposizione di successo (Omaggio a Sironi) che realizzammo cinque anni fa – sempre a Palazzo Storico Creberg – dedicata ad opere provenienti da collezioni private bergamasche. Alla luce degli importanti obiettivi di ordine sociale e culturale che le nostre iniziative intendono perseguire – prosegue il Segretario Generale – è significativo che l’esposizione prosegua poi in prestigiose sedi storiche del Gruppo Bancario, dapprima a Verona, tra le suggestive architetture di Palazzo Scarpa, e poi a Milano, nel monumentale Salone in Piazza Meda (ove, nell’autunno 1996, Banca Popolare di Milano espose la propria collezione di opere di Sironi, in occasione della celebrazione del 130° anniversario di fondazione della banca). Inoltre, come avvenne nel 2013, la presente rassegna conta sul qualificato appoggio dell’Associazione Sironi di Milano con la quale, grazie alla relazione intessuta per quell’evento espositivo, vantiamo un rapporto di cordiale e proficua collaborazione».
Paola Silvia Ubiali aggiunge che «parte della produzione di Sironi generò non poche critiche e malintesi. Delle tribolazioni nel realizzare i suoi obiettivi e di conseguenza nel farsi comprendere, l’artista era ancora consapevole nel 1943 quando, nel catalogo della mostra alla milanese Galleria del Milione, dichiarava: ‘Ma la decorazione è difficile. Il verismo ha generato una repubblica di piccoli pittori. La parete chiede artisti di duro respiro e arte difficile e laboriosa’. Con ‘decorazione’ Sironi non si riferisce all’ornamento accessorio o di semplice abbellimento e con “parete” non intende soltanto l’attività a cui si era dedicato dalla fine degli anni Venti all’inizio degli anni Quaranta relativamente alla produzione di affreschi, vetrate, mosaici, bassorilievi, manifesti, apparati effimeri, scenografie e altre imprese, ma piuttosto alla necessità di pensare “in grande”, concetto che continua a ossessionarlo anche quando le importanti commissioni per gli edifici pubblici dell’Italia fascista vengono a mancare».
Dal 3 al 31 maggio 2019 saranno in mostra a Palazzo Creberg 61 opere di Mario Sironi. «Il volto austero della pittura» è il titolo dell’esposizione – curata da Angelo Piazzoli e Paola Silvia Ubiali – che abbraccia un lungo periodo che va dagli anni dieci fino alla fine degli anni cinquanta. Nel salone e nel loggiato di Palazzo Creberg si potranno ammirare capolavori della Collezione Banco BPM, nonché dipinti di piccole e medie dimensioni provenienti anche da collezioni private).
