SHARE

Sabato 23 e domenica 24 marzo torna l’attesissimo appuntamento con le Giornate FAI di primavera, la 27^ edizione del più importante evento culturale organizzato dal FAI (Fondo Ambiente Italiano).

 

Bergamo, 128 marzo 2019 – La delegazione FAI di Bergamo propone quest’anno quattro itinerari tematici attraverso sei Comuni in cui sin trovano qwerty luoghi che, grazie alla disponibilità dei proprietari, avranno aperti al pubblico: un viaggio fra il capoluogo, la Val Seriana, la Val di Scalve, e la Val Cavallina. Ma ogni luogo ha la sua storia da raccontare e grazie alle informazioni disponibili sul sito: www.giornatefai.it ognuno potrà costruire il suo,percorso itinerario.

Novità dell’edizione 2019. Qualche numero:

12 proposte di visita, mai così numerose per la delegazione bergamasca, in 6 Comuni;

Quattro itinerari tematici: luoghi di pena e di delizia (Bergamo Vilminore di Scalve); i borghi che non ti aspetti (Luzzana, Vertonva); il futuro ha un grande passato (Casazza, Vilminore di Scave); la fede dei nostri avi (Albino, Vertova). Tali proposte consentono inoltre di visitare: tre borghi, due musei, una fucina, un’area archeologica, due antiche carceri, un santuario, quattro chiese, un ex convento, due palazzi. Per la prima volta le Giornate FAI di Primavera approdano a Vertova e a Luzzana. E ancora a 1019 metri: la quota a cui si trova Vilminore di Scalve, anticipazione del “Progetto Alpe – L’Italia sopra i 1000 metri”; 170 Apprendisti Ciceroni delle scuole di ogni ordine e grado pronti ad accogliere i visitatori e ad accompagnarli in visite esclusivamente guidate; un bene aperto ai soli iscritti al FAI

La Delegazione FAI di Bergamo invita tutti a partecipare alle Giornate FAI di Primavera per guardare l’Italia come non abbiamo mai fatto prima e per scoprire che il nostro territorio conserva luoghi e storie sorprendenti, come quella di due artisti quasi omonimi che a distanza di oltre un secolo abbelliscono un piccolo borgo medievale facendone una capitale dell’arte; oppure del progetto di Leonardo realizzato in Valle di Scalve.

Tante altre sono le storie che saranno raccontate ai visitatori da volontari e apprendisti ciceroni. Per ascoltarle tutte si può compiere un percorso circolare partendo da qualsiasi località coinvolta.

Visite in città

Il Palazzo Moroni racconta ricchezze barocche e splendori nobiliari di un casato che dal Seicento ad oggi lo possiede e lo ha abitato fino a pochi anni fa, un luogo di delizia con i suoi affreschi vivaci e le collezioni di dipinti, arredi e oggetti, con un tuffo anche nella vita aristocratica dell’Ottocento. La visita è riservata agli iscritti FAI, con la possibilità di iscriversi al momento.

A poche centinaia di metri, a Città Alta, nell’ex Carcere di Sant’Agata il visitatore potrà immedesimarsi nella vita quotidiana delle guardie carcerarie e dei detenuti, che condividevano gli stessi spazi, imponenti e contemporaneamente angusti e cadenti, un ex monastero trasformato a fine ‘700 dal grande architetto Pollak in un luogo di pena.

Visita alla Val Cavallina

Chi sceglierà la Val Cavallina scoprirà a Luzzana il piacere di passeggiare nelle vie silenziose di un piccolo borgo che non si aspetta, immerso nel verde delle colline e abbellito da opere d’arte site specific degli scultori Giosuè e Alberto Meli, che raccontano la storia e la vita degli abitanti del paese facendo del Borgo di Luzzana un museo diffuso.

Luzzana ospita anche il Castello Giovanelli, trasformato verso la fine del 1500 in abitazione civile dai conti Giovanelli e ampliato nella seconda metà del ‘700, con la straordinaria collezione di arte contemporanea Meli, che è stato il principale collaboratore, nonché esecutore di Hans Jean Arp, fondatore del dadaismo, di cui il museo accoglie diverse preziosissime opere.

Pochi chilometri più a monte, ma restando in Val Cavallina, Casazza nasconde nei sotterranei di un supermercato l’area archeologica di Cavellas, un villaggio di origine romana rimasto sepolto per 1400 anni: il nostro futuro ha una grande passato spesso così ignoto che per scoprirlo bisogna scendere sottoterra.

Valle di Scave

Risalendo verso i monti si raggiunge la Valle di Scalve e il comune di Vilminore di Scalve, un borgo che non ti aspetti, raccolto intorno al Palazzo Pretorio, realizzato a fine ‘300 come residenza del Podestà. Ospita al suo interno il salone delle udienze, decorato da affreschi e da ritratti dei Pretori, con un imponente camino. Nel 1563, venne ampliato per costruire le nuove prigioni, un luogo di pena ottimamente conservato, interamente foderate con spesse travi in larice.

Teveno

E’ una piccola località nel comune di Vilminore di Scalve, che ci ricorda con la sua Fucina che il futuro ha un grande passato. La Fucina, risalente almeno alla prima metà dell’800, è un manufatto eccezionale, che si armonizza perfettamente nell’ambiente naturale, oltre a conservare meccanismi tecnici sorprendenti, fra cui una rara tromba idroeolica, invenzione di cui si occupò già Leonardo da Vinci.

Oltrepassando il passo della Presolana e prendendo in direzione Bergamo si incontra a metà della Valle Seriana un altro borgo che non ci si aspetta, Vertova che propone un itinerario pedonale alla scoperta del centro storico e 3 luoghi da visitare singolarmente.

La visita al centro storico medievale, parte dalla piccola piazza San Marco, con i suoi palazzetti antichi, e si snoda fra viuzze strette e passaggi coperti, alla scoperta della casa Torre di Piazza Castello, della Contrada di Druda, delle chiesette di San Rocco e di San Lorenzo dal rustico aspetto trecentesco.

In tre minuti a piedi da piazza San Marco si raggiunge la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, dal fastosissimo interno barocco con opere di scultura e intarsi dei Fantoni e dei Caniana, dei marmorari Manni e Corberelli, dei pittori Salmeggia, Carpinoni, Gregorio, Dorigny, Ronzelli.

LASCIA UN COMMENTO