SHARE
DSCF1329L’ASST di Bergamo Est al lavoro per garantire una qualità di vita migliore ai malati e loro famigliari

Diagnosi precoci, informazione corretta su sintomi, “campanelli d’allarme” e lavoro in rete: tappe di un percorso agile per la cura del malato di Demenza.

Bergamo, 14 luglio 2017

Nell’ambito del progetto a cura del Tavolo di Sistema per la Salute della Valle Seriana, promosso dall’Ats di Bergamo, con Ente capofila l’Asst Bergamo Est, nella sala Lombardia dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo, questa mattina ha avuto luogo un incontro nel corso del quale è stato presentato il progetto «Demenza / Alzheimer» per le valli Seriana, Seriana Superiore e di Scalve (territorio caratterizzato da alto indice di vecchiaia), a cui hanno partecipato Mara Azzi, direttore generale ATS Bergamo; Francesco Locati, direttore generale ASST Bergamo Est; Monica Meroli, direttore socio-sanitario ASST Bergamo Est; Renato Bresciani, direttore del Dipartimento P.I.P.S.S. ATS Bergamo, volto a riconoscere la demenza, affrontare una diagnosi di Alzheimer, e soprattutto imparare a convivere con il declino cognitivo e superare la frustrazione da parte di chi si prende cura dei malati.

Mara Azzi«Questo modello del tavolo di sistema – ha sottolineato Mara Azzi, direttore generale di Ats Bergamo – è stato avviato un anno fa e va esattamente in direzione dell’applicazione della riforma, anticipando il lavoro in rete per una risposta condivisa in risposta ai bisogni del paziente fragile. Capita molto spesso che quando si verifica un caso di demenza in famiglia quest’ultima risulta non essere pronta per affrontarlo. Quindi la pesantezza di tale evento patologico che colpisce il soggetto ricade anche sulla sua famiglia che deve essere sostenuta. Infatti, l’obiettivo che si pone il progetto è aumentare l’informazione e il supporto rispetto alla demenza e alla malattia di Alzheimer. A volte neanche i farmacisti sanno che esistono i servizi sanitari per aiutare i malati.»

La malattia di Alzheimer, risulta essere molto diffusa fra le popolazioni; nel mondo più di 45 milioni di persone soffrono di demenza. In Italia le persone affette da tale patologia sono circa 1 milione e 200 mila, e di queste circa 1495 risultano essere in Valle Seriana, Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve, delle quali 645 sono assistite al domicilio. Tali condizioni fanno spesso paura, ma con le quali si può convivere.

Per individuare i bisogni prioritari del territorio, il tavolo di sistema per la salute si è avvalso di un gruppo di raccordo tecnico, composto da esperti e coordinato dal dipartimento PIPPS (Programmazione per l’Integrazione delle Prestazioni Sociosanitarie con quelle Sociali) dell’Ats, che ha messo a confronto i dati di epidemiologia sanitaria e sociosanitaria di Ats, con il punto di vista esperto degli stakeholders locali. Sulla scorta di questa analisi, il tavolo ha individuato come aree di intervento prioritario i bisogni delle persone con diagnosi di demenza/Alzheimer e Parkinson e delle famiglie che le assistono a domicilio.

Dal lavoro svolto è emerso come il medico di assistenza primaria debba rappresentare il punto di arrivo di ogni informazione relativa all’assistito. Le farmacie possono essere di grande aiuto in questo, suggerendo a pazienti o parenti, che chiedono indicazioni sul comportamento o sui farmaci da assumere per calo della memoria o comportamenti inusuali o altri disturbi cognitivi, la compilazione di un piccolo questionario elaborato dal gruppo che dovrà essere stampato e lasciato al paziente. 04 brochure.demenza VS

Nel testo del questionario sono elencate otto domande (definite: “campanelli d’allarme”); la risposta positiva ad almeno due di esse  indica la necessità di un accesso per approfondimenti clinici dal proprio medico di famiglia. Il medico, valutato il caso, potrà inviare al centro U.V.A (Unità di Valutazione Alzheimer) la persona previa effettuazione di esami base.

L’Asst Bergamo est garantirà che tali esami (TAC senza mezzo di contrasto ed esami di laboratorio) possano essere effettuati nello stesso giorno in ospedale e in strutture il più vicino possibile alla residenza dell’assistito, e l’U.V.A, stabilita la diagnosi ed impostata la terapia, reindirizzerà il paziente al medico di famiglia con suggerimenti anche relativi ai supporti socio sanitari e sociali utili per il singolo malato o per il caregiver. Lo stesso avverrà in caso di dimissione di pazienti dai centri Alzheimer o dal RSA aperta.

E’ stato realizzato anche un apposito manifesto «Problemi di memoria, parliamone…» esposto presso tutte le farmacie unitamente ad un opuscolo/questionario sulla Demenza/Alzheimer che aiuta ad iniziare a conoscere (davvero) questa malattia, al di là di ogni stereotipo e falso mito. Non sempre, infatti, un problema di memoria è sintomo di malattia ed è sempre bene approfondire.

«Una diagnosi di demenza non significa la fine della vita: vivere con la demenza è possibile. Per questo, abbiamo fortemente voluto la realizzazione di questo documento e più in generale ci impegniamo per diffondere maggiore consapevolezza circa questi disturbi», ha proseguito Mara Azzi. «È compito di tutti noi garantire una buona qualità della vita ai malati e ai loro famigliari, costruendo una società accogliente e solidale, combattendo lo stigma e i pregiudizi che questa malattia porta con sé. L’impegno per garantire una vita dignitosa ai malati e alle loro famiglie, infatti, è globale ed è universalmente riconosciuta l’importanza di una diagnosi precoce che consente di intraprendere per tempo tutte le azioni necessarie a mantenere il benessere della persona il più a lungo possibile. L’opuscolo/questionario, esposto sul bancone delle Farmacie, aiuta così a riconoscere in maniera semplice e immediata alcuni “campanelli d’allarme” della malattia», ha concluso.

LASCIA UN COMMENTO