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Bergamo, 29/03/2017

I malviventi hanno assalito con un taglierino, la mattina del 6 febbraio u.s., il cassiere della sede “Unicredit” di Borgo Palazzo.

Sono stati ascoltati dalla polizia alcuni testimoni presenti al momento della rapina i quali hanno affermato di avere visto uscire due individui di corsa dalla banca e salire su una macchina della quale è stato preso il numero di targa, tramite il quale, gli inquirenti sono arrivati alla proprietaria del mezzo, che è risultata essere la convivente di un altro soggetto catanese, guarda caso, anch’egli pregiudicato per reati di questo tipo.

Nel corso della rapina uno dei due malviventi, scavalcando il bancone della cassa, ha lasciato le sue impronte della mano essendo sprovvisto di guanti. Successivamente, a seguito delle indagini condotte dagli inquirenti è emerso che si trattava di un cittadino catanese, tale Polizzi Daniele di trent’anni. Cantarella Mario di 22 anni è l’altro pregiudicato della rapina, mentre Raimondo Cosimo di 38 anni è il terzo uomo del gruppo, il più anziano, quello che ha funto da palo.

«Lavorando sulla banca dati della Polizia di Stato – ha spiegato Giorgio Grasso, Capo Squadra Mobile di Bergamo – abbiamo accertato che l’auto utilizzata dai rapinatori era partita un giorno prima da Catania per poi fare tappa, il giorno successivo, a Bergamo. Subito dopo la rapina siamo venuti a conoscenza che la vettura in questione, di ritorno a Catania dopo la trasferta bergamasca, è stata fermata in Calabria da una pattuglia della Stradale che ha identificato tutte le persone a bordo di essa. Successivamente, essendo in possesso dei dati forniteci dai colleghi calabresi – ha proseguito Grasso – abbiamo confrontato le foto dei pregiudicati catanesi con i filmati delle telecamere della banca, e abbiamo avuto la conferma che si trattava degli autori del colpo ai danni dell’istituto di credito bergamasco. Li abbiamo arrestati e adesso si trovano nelle carceri di Catania. Le indagini sono state coordinate dal GIP di Bergamo Dott. Vincenza Maccora», ha concluso il dirigente.

Sulla base di tali riscontri, i poliziotti di Bergamo hanno poi operato in sinergia con quelli della città degli “elefanti”, consentendo loro di fare eseguire dalla locale autorità giudiziaria le misure cautelari in carcere nei confronti degli autori della rapina in parola.

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